Juventus, il Bologna si avvicina: in quattro si allenano a parte

Juventus, il Bologna si avvicina: in quattro si allenano a parte

L'estate scorsa feci una lezione da remoto a Coverciano, fra gli allievi c'era lui e mi fa piacere che adesso occupi quella panchina. Il problema è che lui ora sa tutti i miei segreti quindi domani dovrò cambiare qualcosa perché io sono uno che quando parla sono sincero e non ho la presunzione di essermi inventato nulla.

Il tecnico verso la partita contro la Juventus scomoda il Comandante: "Non tornare mai indietro nemmeno per prendere la rincorsa". Di natura sono fiducioso e quindi convinto di poterla vincere, come ogni altra partita, e cerco di trasmette le mie sensazioni ai ragazzi: devo essere io il primo a crederci. "Non voglio parlare di chi non è mio giocatore.".

Lo svizzero di origini serbe è un Everest da scalare per gennaio ma il Bologna ci prova: il contatto, avviato da giorni, potrebbe diventare propedeutico per giugno visto che il giocatore fatica a liberarsi a zero dallo Shanghai. Questa è la nostra identità e non cambieremo, né contro la Juve né contro qualsiasi altra squadra. Se un difensore va a minacciare, l'altro picchia e viceversa: mai fare le due cose insieme, sennò è troppo palese (ride, ndr). Bonucci e Chiellini sono grossi? Brrr, sono qui che tremo di paura! "L'arbitraggio? Non lo temo, anzi, spero che vengano fischiati pochi falli da entrambe le parti e si possa giocare a pallone". E io gioco sempre per vincere. "Sa tutti i nostri segreti, dovrò cambiare qualcosa". "Se lo chiedete a me dico io, visti i numeri - dice l'allenatore rossoblù - Ho giocato meno partite e abbiamo lo stesso numero di gol in Serie A, anche se uno dei suoi era autorete, ma siccome è italiano gli hanno dato gol". "Arnautovic? Se viene dalla mia terra mi piace perché se arriva da là vuol dire che è forte, ma di mercato dovete parlare con Bigon che è lì dietro".