Il buco dell’ozono sull’Antartide si è chiuso: ecco come ha fatto

Il buco dell’ozono sull’Antartide si è chiuso: ecco come ha fatto

Sempre secondo quanto spiegato dall'Omm, si è trattato del buco "più duraturo e uno dei più grandi e profondia partire dall'inizio del monitoraggio, iniziato 40 anni fa".

In Antartide il buco dell'ozono si è chiuso, lo dice il WMO ovvero l'Organizzazione mondiale della meteorologia che con un comunicato rende noto che il 28 dicembre 2020 si è chiuso grazie a condizioni stagionali naturali eccezionali e grazie alla continua riduzione di sostanze nocive che riducono l'ozono.

Il buco dell'ozono sull'Antartide si è finalmente chiuso.

"Le ultime due stagioni del buco dell'ozono antartico dimostrano la sua variabilità di anno in anno e migliorano la nostra comprensione dei fattori responsabili della sua formazione, estensione e gravità", ha spiegato in una nota Oksana Tarasova, capo della divisione di ricerca sull'ambiente atmosferico dell'Omm. Però nel 2020 il vortice polare freddo è rimasto più stabile della norma mantenendo le temperature basse dello strato di ozono più a lungo sopra l'Antartide impedendo l'arrivo di aria più calda. Gli esperti auspicano dunque in un'azione internazionale continua "per applicare il protocollo di Montreal", siglato nel 1987, che vieta le emissioni di sostanze chimiche che riducono lo strato di ozono.

Il Global Atmosphere Watch lavora a stretto contatto con Copernicus Atmospheric Monitoring Service, NASA, Environment and Climate Change Canada e altri partner per monitorare lo strato di ozono terrestre, che ci protegge dai dannosi raggi ultravioletti del sole. Durante la stagione primaverile dell'emisfero australe (agosto-ottobre), il buco dell'ozono sull'Antartide aumenta di dimensioni, raggiungendo un massimo tra metà settembre e metà ottobre.

Il buco da record in questione, chiusosi alla fine di dicembre 2020, era stato provocato da un vortice polare forte e da temperature fredde che hanno coinvolto la stratosfera. Questa è la principale ragione per cui il buco nell'ozono si manifesta solo tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera. Tanto da 'coprire' quasi tutto il continente antartico. Il pericolo, dunque, non è ancora scampato e i livelli di 'normalità' non sono ancora stati raggiunti.