Covid, rapporto dell'intelligence: "Contagi sottostimati del 50%"

Covid, rapporto dell'intelligence:

275.179 i tamponi effettuati (ieri erano 293.770).

La metodologia è già stata applicata nelle scorse settimane, nello specifico nell'area di Pechino dove si sono verificati casi di contagio accertati, così come a coloro che si trovano in strutture per la quarantena.

Un po' come un'iniezione d'altri tempi, dipende da persona a persona, e da tipo di tampone a tipo di tampone, oltre che, naturalmente, dalla mano dell'addetto sanitario; il livello di disagio e di dolore, a quanto si sente dire da chi il tampone l'ha fatto e spesso, su una scala da 1 a 10 non supera mai il 4, e nella maggioranza dei casi si è vicini all'1 o al 2. I guariti e dimessi sono 1.714. I medici hanno detto alla famiglia che i polmoni di J.J. erano pieni di liquido e il suo cervello era gonfio per la mancanza di ossigeno.

Prosegue l'attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 517 sono asintomatici individuati nell'ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Finora sono state distribuite negli Usa almeno 47.230.950 dosi di vaccini e almeno 24.652.634 dosi sono state somministrate. I nuovi dati portano il bilancio complessivo dei contagi nel Paese a quota 25.598.061 e quello dei morti a quota 429.195. Esteso il servizio della navetta ospedaliera dell'Ospedale "Angelucci" sino alle ore 24.00.

I tamponi anali, riferisce la Reuters, "richiedono l'inserimento di un batuffolo di cotone da 3 a 5 centimetri nell'ano e di ruotarlo delicatamente".

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 47.539 (-565 rispetto a ieri).

"Osservando le terapie intensive nella parte finale dell'anno, si può dedurre che vi è stata una fase di ripresa dell'epidemia verso la metà dicembre" continua il dossier. I posti letto occupati nei reparti Covid ordinari sono -381 (ieri -383), per un totale di 20.397 ricoverati. Il rapporto, sostengono gli 007, va rivisto scorporando i test rapidi e, soprattutto, togliendo quelli fatti per confermare l'avvenuta guarigione, che ad oggi rappresentano il 65% del totale: "Sono solo i tamponi di prima diagnosi a fotografare la reale situazione epidemiologica, e a partire da metà novembre abbiamo visto un brusco calo di questi test".