Anche Xiaomi nella lista nera degli USA, ora cosa succede?

Anche Xiaomi nella lista nera degli USA, ora cosa succede?

La situazione attuale con Xiaomi per il momento è diversa: la lista nella quale quest'ultimo gruppo è stato inserito è redatta dal dipartimento della difesa, mentre Huawei era stata inserita anche in documento separato realizzato da quello del commercio, e impediva alle aziende statunitensi di fare affari con il gruppo.

Per quanto riguarda le principali caratteristiche di Xiaomi Mi 11 Pro, sulla base delle voci che si sono susseguite fino a questo momento non dovrebbero mancare un display OLED da 6,81 pollici con risoluzione Quad HD+, refresh rate a 120 Hz e touch sampling rate a 480 Hz, un processore Qualcomm Snapdragon 888, il supporto alla connettività 5G ed una super fotocamera, posizionata in un imponente modulo rettangolare (con una lente periscopica con zoom ottico 10x e zoom ibrido 120x). Ci saranno ulteriori annunci, se e quando Xiaomi lo riterrà opportuno. Eventuali investimenti in essere dovranno essere ceduti entro il mese di novembre 2021. Di fatto per Xiaomi e per tutte le altre aziende iscritte in questa blacklist non sarà più accessibile la Borsa di Wall Street, né sarà possibile rastrellare capitali privati in qualsiasi altra forma: nulla accadrà per quanto attiene la possibilità di vendere e acquistare componenti e tecnologia negli Stati Uniti o con aziende statunitensi, quindi grattacapi finanziari a parte per Xiaomi non cambierà granché nella vita di tutti i giorni.

Oggi, intanto, è arrivata anche la replica di Xiaomi, che in un comunicato stampa ha dichiarato di avere sempre rispettato la legge e agito in conformità con le disposizioni e i regolamenti delle giurisdizioni dei Paesi in cui svolge la propria attività. Si allunga la "lista nera" di aziende cinesi accusate di avere legami o di essere sotto il controllo delle forze armate di Pechino e considerate una minaccia per gli Usa. La Società ribadisce che fornisce prodotti e servizi per uso civile e commerciale. "L'azienda prenderà le appropriate iniziative per proteggere l'interesse dell'azienda stessa e dei suoi azionisti". Il braccio di ferro è solo all'inizio. Resta molto difficile prevedere cosa accadrà nel prossimo futuro e molto dipenderà dalla posizione che assumerà Joe Biden, successore di Donald Trump, nei confronti delle aziende cinesi.

Il colosso cinese ha già sviluppato questa tecnologia ma, prima di implementarla in un prodotto destinato alla commercializzazione, deve attendere una verifica da parte delle autorità che regolano il mercato.