Papa Francesco: non piangiamoci addosso e usciremo dal tunnel

Papa Francesco: non piangiamoci addosso e usciremo dal tunnel

"È questo il cuore indistruttibile della nostra speranza, il nucleo incandescente che sorregge l'esistenza: al di sotto delle nostre qualità e dei nostri difetti, più forte delle ferite e dei fallimenti del passato, delle paure e dell'inquietudine per il futuro, c'è questa verità: siamo figli amati".

Non è il primo e non sarà l'ultimo richiamo a una distribuzione equa dei vaccini, non soltanto all'interno delle singole società ma a livello globale.

"Non possiamo lasciare che il nazionalismi chiusi e il virus dell'individualismo impedirci di vivere come la famiglia che siamo", ha sottolineato il Pontefice".

Perché se Gesù è l'unigenito, e "nessun altro conosce il Padre oltre lui", è proprio la sua nascita a "rivelarci il volto del Padre celeste", tanto che possiamo tutti "chiamarci ad essere realmente fratelli", nonostante le nostre diversità.

Bergoglio ha anche affermato che siamo tutti sulla stessa barca: una proposizione falsa e in cattiva fede.

Il Papa ricorda che "è bello riflettere sul fatto che il Figlio di Dio ha voluto aver bisogno, come tutti i bambini, del calore di una famiglia. Konrad Krajewski per tutto quello che è stato possibile fare grazie a loro a tutela dei soggetti più vulnerabili, inclusa la diagnostica per il Covid, che ha reso possibile l'accoglienza in strutture dedicate per le persone che erano in strada", fa sapere l'associazione in prima fila nell'offrire assistenza sanitaria gratuita ai più deboli. Il Pontefice si è soffermato sulla cura per il Coronavirus.

Papa Francesco sposta poi l'attenzione sulla situazione in Africa. "Al tempo stesso, trova l' energia spirituale di aprirsi all' esterno, agli altri, al servizio dei fratelli, alla collaborazione per la costruzione di un mondo sempre nuovo e migliore; capace, perciò, di farsi portatrice di stimoli positivi; la famiglia evangelizza con l' esempio di vita".

Il Papa ha poi chiesto solidarietà per le donne che hanno subito violenze domestiche nel lockdown.

Quindi, Papa Francesco menziona le situazioni in Sud Sudan, in Nigeria e in Camerun, Paesi per cui chiede di "proseguire il cammino di fraternità e di dialogo intrapreso".

"Chi ha un bimbo piccolo, sa quanto amore e quanta pazienza ci vogliono".

Il Papa prega dunque che "il Re del Cielo protegga le popolazioni flagellate da calamità naturali nel sud-est asiatico, in modo particolare nelle Filippine e in Vietnam, dove numerose tempeste hanno causato inondazioni con ricadute devastanti sulle famiglie che abitano in quelle terre, in termini di perdite di vite umane, danni all'ambiente e conseguenze per le economie locali".

Aiutare gli altri invece che piangersi addosso: è l'invito di Papa Francesco. In questa festa, rivolgo un pensiero speciale a chi non lo fa.si lasciano travolgere dalle circostanze avverse, ma si sforzano di portare speranza, conforto e aiuto, aiutando chi soffre e accompagnando chi è solo.