L’Italia è un Paese sempre più vecchio: l’ultimo censimento dell’Istat

L’Italia è un Paese sempre più vecchio: l’ultimo censimento dell’Istat

La fotografia dell'Istat riguarda anche le singole realtà.

Partiamo da un dato eloquente, quello della sostituzione etnica. Sia tra italiani che stranieri, le donne sono in maggioranza. Un altro dato indicativo è quello su chi è in possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado o di qualifica professionale: il 35,6%, quindi un italiano su tre.

I dati certamente confermano che il COVID-19 ha inciso e notevolmente colpito l'Italia, ma non per questo si può affermare che la malattia abbia determinato, in valore assoluto, una situazione peggiore a quella del 1944. Quindi la percentuale di popolazione di cittadinanza italiana dal 2001 ad oggi è diminuita di quasi il 2%.

I quattro quinti delle imprese oggetto di indagine (804 mila, pari al 78,9% del totale) sono microimprese (con 3-9 addetti in organico), 189 mila (pari al 18,6%) appartengono al segmento delle piccole (10-49 addetti) mentre sono circa 22 mila quelle medie (50-249 addetti) e 3 mila le grandi (250 addetti e oltre) che insieme rappresentano il 2,6% del totale.

Gli ultimi dati Istat parlano chiaro: la popolazione diminuisce e invecchia in Italia.

Determinante poi anche la questione dell'invecchiamento della popolazione. "Tutte le classi di età sotto i 44 anni vedono diminuire il proprio peso relativo rispetto al 2011 mentre aumentano molto le persone dai 45 anni in su che passano dal 48,2% del 2011 al 53,5% del 2019". In particolare, nel 2019 l'istituto di statistica ha conteggiato, in media, quasi 36 diplomati (31 nel 2011) e 14 laureati (11 nel 2011) ogni 100 cento individui di 9 anni. Se si prende in esame il censimento del 1951, in Italia l'età media è aumentata di 13-14 anni. L'età media dei cittadini del nostro Paese è di 34,7 anni contro 46,2 anni nel 2019.

Il nostro è un Paese sempre più vecchio. Non solo per il fenomeno dell'emigrazione all'estero, ma anche per la migrazione interna.

Rispetto al 2011 ci sono meno persone che hanno al massimo la licenza media e quelle che non hanno concluso con successo gli studi. E il trend aumenta ogni anno di più: solo prendendo in esame il periodo 2018-2019 il Meridione ha perso 175 mila residenti. La notizia arriva dal nuovo Censimento permanente della popolazione diffuso pochi istanti fa dall'Istat sui dati definitivi del 2018 e 2019.