Ecco perché l'intesa sulla Brexit non è un 'buon accordo'

Ecco perché l'intesa sulla Brexit non è un 'buon accordo'

"L'Italia - commenta la Ministra Teresa Bellanova in merito all'intesa raggiunta su Brexit - potrà continuare ad esportare prodotti agroalimentari senza dazi e senza quote e questo è un risultato importantissimo".

Finalmente, dopo mesi di trattative, La Gran Bretagna ha concluso un duro accordo commerciale Con l'Unione Europea ieri, giovedì, a soli sette giorni dalla sua uscita da uno dei più grandi blocchi commerciali del mondo, nella più importante trasformazione globale dalla perdita dell'impero.

"È poi assicurata la prosecuzione della massima tutela alle indicazioni geografiche esistenti al 31 dicembre 2020 - conclude - e ci ripromettiamo di lavorare con i Paesi like-minded affinché adeguata protezione sia data anche alle future Ig registrate dopo il definitivo abbandono del Regno Unito dall'UE". I negoziati si sono conclusi ieri sera e le ultime ore sono state trascorse a limare i dettagli finali del testo.

Un punto su cui, ad ogni modo, pare che Bruxelles abbia ottenuto da Londra le necessarie rassicurazioni al fine di scongiurare il rischio della concorrenza sleale, nonostante il Regno Unito possa, come accennato, sviluppare un proprio sistema di garanzie lontano dalle leggi dell'Ue, proprio come chiesto dai sostenitori della Brexit. "Proponendo la Brexit Adjustment Reserve, la Commissione rimette solidarietà e coesione come elementi chiave della sua risposta, assicurandosi che le persone più colpite ricevano il sostegno necessario", ha affermato la commissaria per la coesione e le riforme Elisa Ferreira. L'accordo finale prevedeva che i pescatori europei rinunciassero a una parte dei loro contingenti attuali.

Ora che la Brexit è una realtà, cambierà la vita dei cittadini britannici ma anche di quelli italiani che vivono e studiano in Gran Bretagna oppure avevamno in programma di farlo. Dal 1° gennaio, infatti, le merci che vanno dal Regno Unito all'Ue (e viceversa) dovranno essere dichiarate in dogana. Chi arriva per lavoro dovrà avere un visto, ottenibile solo se ha già un'offerta in tasca e un salario previsto di almeno 25.600 sterline (circa 28 mila euro, meno in caso di lavori essenziali come nel settore sanitario).

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"L'orologio (dei negoziati, ndr) si è fermato".

L'accesso alle ricche acque di pesca della Gran Bretagna è stata una delle questioni più in sospeso nei colloqui post-Brexit.

Se il commercio è stato messo in salvo, non si può dire lo stesso della vita di chi per un motivo o per l'altro ha rapporti diretti - professionali o personali - con il Regno Unito, e di chi aveva in programma, o semplicemente il desiderio, di averne in futuro.

L'UE ha a lungo temuto che la Gran Bretagna avrebbe indebolito le norme sociali, ambientali e sugli aiuti di Stato del blocco per poter ottenere un vantaggio ingiusto con le sue esportazioni verso l'UE.

Se saranno agevolati i ricercatori con un dottorato in corso, saranno penalizzati i lavoratori più umili, i camerieri e i commessi.