Dopo il Covid? Per Bassetti la prossima pandemia sarà la 'febbre gialla'

Dopo il Covid? Per Bassetti la prossima pandemia sarà la 'febbre gialla'

Matteo Bassetti, direttore della Clinica malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova, dal suo account Facebook parla della Febbre Gialla come possibile erede diretta del Coronavirus.

Poi c'è la globalizzazione. "C'è il rischio che in Italia, a causa del fenomeno della tropicalizzazione, possano diffondersi malattie tipiche di fasce climatiche differenti - sottolinea -". Ormai non esistono più luoghi davvero incontaminati, e la continua ricerca di nuovi terreni dove vivere (o da sfruttare economicamente) porta le persone a condividere i medesimi spazi con animali che potrebbero essere infetti, aumentando la probabilità che un virus o altro microbo faccia il salto di specie, arrivando fino a noi.

Il virologo del San Martino di Genova ha poi dichiarato che in Italia sono presenti già dei virus patogeni tipici delle zone tropicali, come il chikungunya, il quale, trasmesso dalla zanzara tigre, è diventato quasi endemico nell'area del Polesine, che corrisponde all'attuale provincia di Rovigo (Veneto). L'allarme a riguardo è stato dato già tre anni fa, quando il Brasile si è trovato costretto a fronteggiare un'epidemia di febbre gialla, e ha portato alla nascita di un piano di lungo periodo per la lotta alla malattia su scala globale, l'Eliminate yellow fever epidemics (EYE), sostenuto da da Gavi, Unicef e WHO.

"La febbre gialla è una seria candidata per una futura pandemia". Alcuni infarti, per esempio, se analizzati, hanno origine da infezioni trascurate.

Pensiamo al papilloma virus, che nella donna è spesso correlato al tumore della cervice uterina: il virus infetta i tessuti e causa la loro degenerazione. "Mi piacerebbe dirvi, ora che il Covid-19 ha rubato la scena alle altre numerosissime realtà virali infettive, che sia lui il nostro unico problema - chiosa - E che una volta sconfitto, saremo tranquilli".

Nella figura, pubblicata su fb dal prof. La guardia, quindi, deve rimanere alta e prima di affrontare una nuova epidemia, bisogna comunque finire di affrontare bene l'emergenza sanitaria in corso e attrezzarsi per il futuro, questo è l'avviso di Matteo Bassetti.