Brutte notizie per Arcuri: vaccino AstraZeneca non arriverà entro gennaio

Brutte notizie per Arcuri: vaccino AstraZeneca non arriverà entro gennaio

Sul vaccino Johnson & Johnson si punta in modo deciso anche perché ha una particolarità rispetto agli altri vaccini: non ha bisogno del richiamo, basta una dose.

Solo due giorni fa il Ministro della Salute Roberto Speranza aveva fatto particolare affidamento sull'enorme quantità di dosi del vaccino di AstraZeneca destinate all'Italia, ben 16 milioni di dosi entro il primo trimestre del 2021 e oltre 24 milioni nel secondo trimestre dell'anno per un totale di 40 di dosi di vaccino previste per il 2021 sufficienti a vaccinare 20 milioni di persone considerando due dosi necessaria per ciascun cittadino. Ma adesso c'è un'accelerazione dell'Ema (l'Agenzia europea del farmaco) per l'approvazione del vaccino dell'americana Moderna, il cui ok è previsto per il 6 gennaio.

"I nuovi dati che verranno pubblicati, dopo la battuta d'arresto per il dosaggio utilizzato nella sperimentazione, mostreranno che il vaccino garantisce una protezione del 95% dei pazienti ed è efficace al 100%" nella prevenzione delle forme più gravi delle patologie legate al coronavirus che richiederebbero altrimenti l'ospedalizzazione del paziente. Per Soriot il vaccino ha la sua forza nella doppia dose da inoculare, che ne rafforza l'effetto. E poi gli altri che arriveranno in approvazione. Quindi il contratto con CureVac da 30,28 milioni di dosi. Il nostro Paese, stando agli accordi stipulati, dovrebbe riceverne 40 milioni di dosi.

In estate potrebbe comunque arrivare anche il siero anti-Covid prodotto dall'Istituto nazionale malattie infettive Lazzaro Spallanzani e dell'azienda italiana Reithera. L'Ema, ha spiegato, non dispone di informazioni sufficienti sul vaccino, "al momento, AstraZeneca ha fornito solo dati sui propri studi clinici all'Agenzia europea per i medicinali", e questi "non sono sufficienti" per concedere un'autorizzazione all'immissione in commercio condizionata. Ciò non potrebbe che modificare il fantasioso piano di Arcuri, il quale ha affermato che andremo avanti a 450 mila iniezioni alla settimana e peccato che così saremo tutti immunizzati non prima del 2022 inoltrato, altro che settembre 2021, data indicata dal braccio disarmato e disarmante di Giuseppe Conte.