Brexit, l'accordo - In salvo 500 mld di scambi commerciali - Trasporti, lavoratori, pesca

Brexit, l'accordo - In salvo 500 mld di scambi commerciali - Trasporti, lavoratori, pesca

Dopo l'accordo sul dopo Brexit, il Regno Unito si rivolge agli altri Paesi europei dicendo loro che "noi continueremo a essere vostri amici, vostri alleati, vostri sostenitori e non ultimo il vostro principale mercato", ha sottolineato Boris Johnson.

Con il raggiungimento dell'accordo sulla Brexit tra Regno Unito e Unione Europea, una decisione annunciata e altrettanto criticata già a gennaio 2020 diventa ufficiale: il governo britannico decide di non partecipare al programma di scambio Erasmus. Particolarmente significativi gli accordi su zero dazi, sugli accordi doganali e su una certa "elasticità" tra il Regno Unito e il resto del vecchio continente. L'accordo ha raggiunto un compromesso ammettendo una richiesta chiave del Regno Unito che la Corte di giustizia europea non fosse coinvolta nella risoluzione delle controversie. L'accordo concluso è già stato definito "il più grande trattato di libero scambio mai realizzato al mondo" - In generale tra Unione Europea e Gran Bretagna ci sarà un libero accordo per scambio di beni e servizi, un'intesa che include investimenti, concorrenza e trasporti, energia, protezione dei dati.

Il Regno Unito sta lasciando il mercato unico europeo, che dopo la sua uscita comprenderà circa 450 milioni di persone. Molti investitori ritengono che l'accordo Brexit lascia il Regno Unito davanti a numerose incertezze economiche. Londra tornerà ad avere il pieno controllo delle sue acque territoriali, e l'accesso delle imbarcazioni battenti bandiera dei Paesi dell'Ue sarà regolato da futuri negoziati. Il primo ministro britannico Boris Johnson, rispondendo a delle domande al riguardo in conferenza stampa, ha aggiunto che si è trattata di una decisione anche economica, visti gli alti costi imposti dal programma.

La notizia dell'accordo giovedì ha portato sospiri di sollievo dagli uffici dei capi aziendali e dei politici, nonché dai consumatori che anticipano la carenza di prodotti e dai lavoratori dei trasporti che devono affrontare il potenziale di lunghi backup ai valichi di frontiera. Aspetto questo che ha imposto il rinvio dei controlli a fine giugno.

I cambiamenti sono destinati a coinvolgere chi sogna Oxford e Cambridge o una delle tante altre universita' britanniche dove le presenze italiane sono una costante consolidata.

Un punto su cui, ad ogni modo, pare che Bruxelles abbia ottenuto da Londra le necessarie rassicurazioni al fine di scongiurare il rischio della concorrenza sleale, nonostante il Regno Unito possa, come accennato, sviluppare un proprio sistema di garanzie lontano dalle leggi dell'Ue, proprio come chiesto dai sostenitori della Brexit.

È utile osservare però come la Gran Bretagna possa comunque garantire il rispetto di questi standard anche senza seguire la legge europea, stabilendo invece delle proprie norme.