Vasco Rossi si confessa su Vanity: "Io, un sopravvissuto"

Vasco Rossi si confessa su Vanity:

Due colossi della musica italiana faccia a faccia per confrontarsi, o meglio intervistarsi! Tra questi c'è anche Vasco Rossi che è tornato a parlare di quanto sta accadendo in una lettera pubblicata su Vanity Fair. Contattato tramite mail, infatti, il cantautore bolognese ha richiesto a Vasco una riflessione sul presente difficile sconvolto dalla pandemia. "Se non sono un sopravvissuto io... sono un Super Vissuto", ha aggiunto il Comandante.

"E' veramente un brutto periodo, per tutti". Per tutti. Una catastrofe planetaria che nessuno avrebbe potuto immaginare, sarebbe stato peggio solo... Nessun sistema sanitario può reggere a lungo in una emergenza del genere... Dovremo ancora stare chiusi in casa. "Per noi che abbiamo bisogno di urlare, di cantare, di 'assembrarci'... è ancora molto lontana la possibilità di fare concerti, ma sopravviveremo anche a questo".

Nel numero nomi leggendari: Vasco Rossi, Roberto Baggio, Francesco Guccini.

Un pezzo sulla "sopravvivenza" quello che Cremonini ha scritto grazie al cantante di "Alba chiara" che in un video spiega di essere lui, in prima persona un sopravvissuto. Dagli anni 70 del terrorismo, agli anni 80 dorati del successo: "Sono sopravvissuto alla droga e agli eccessi di quegli anni".

"Sono sopravvissuto alla noia". Vivendo a Zocca sapevo che da lì bisognava partire perché se sei in pensione ci stai benissimo, ma a 20 anni non c'è niente da fare. "E allora fondai Punto Radio".

Poi il Kom è sopravvissuto agli anni 2000, al millennium bug e soprattutto alla malattia che lo ha fatto andare persino in coma nel 2011. "Io ero un indiano metropolitano, cercavo di migliorare me stesso perché ero l'uomo anarchico e, sinceramente, a me sembravano dei matti quelli che si chiamavano 'potere operaio' ed erano studenti, come gli altri", ha continuato. "Ne ho combinate di cazzate, ma le ho anche pagate tutte - ha detto il cantante - Sono stati gli anni più stupidi del secolo ma anche i più belli e divertenti, quelli irriverenti di Colpa d'Alfredo, di Ogni volta, Vita spericolata e di Bollicine". "Sono stati gli anni del rock in italiano e delle provocazioni contro i perbenisti, i moralisti e i furbetti".

Oltre che agli anni '70, è sopravvissuto anche agli anni '80, quelli degli eccessi, e agli anni '90, quelli dell'apice della carriera e della voglia di mettere su famiglia con Laura Schmidt. "Poi a causa del pregiudizio qualcuno l'ha identificata con lo sballo, ma di droga in quel testo non c'è neanche il pensiero". Poi afferma: "Se non sono un sopravvissuto io... io sono un Super Vissuto!".