Roma, niente stadio a Tor di Valle: "Terreni pignorati"

Roma, niente stadio a Tor di Valle:

Sull'area gravano ipoteche per 42 milioni di euro da eliminare prima di cedere tutto all'immobiliarista ceco Radovan Vitek. Un guaio. Non tanto per la cifra, esigua a fronte di un masterplan da un miliardo di euro, ma piuttosto per il nodo che rappresenta. Nella lettera infatti si legge che "Questa amministrazione non è mai stata portata a conoscenza di quanto sopra - del pignoramento, ndr - negli innumerevoli tavoli e incontri via via succedutisi ai più vari e alti livelli". Una procedura giudiziaria partita il 18 gennaio del 2019, della quale il Comune di Roma si dice completamente all'oscuro. Una (brutta) sorpresa per tutti.

La lettera del Campidoglio è rimasta senza risposta. Perché se da un lato lo Stadio Flaminio rievoca stagioni passate di tifo e passione con le corse di Voeller e Giannini sotto una curva non più distante dalla pista d'atletica, dall'altro lo storico impianto di viale Tiziano offre numerosi punti interrogativi se inquadrato come alternativa al progetto di Tor di Valle targato Pallotta e Baldissoni. Dan e Ryan vogliono un nuovo stadio per la Roma, ma senza avventurarsi in una mission impossible. Per mettere le mani sulla porzione dei terreni a ridosso del Grande raccordo anulare che interesserebbe lo stadio, si sono visti chiedere 45 milioni di euro da Vitek che acquisterebbe l'intera area a 50. Un prezzo giudicato non equo. In più ci sarebbero poi da pagare il percorso autorizzativo dove il comune pretende che nei documenti ufficiali continui a figurare Eurnova mentre i texani non capiscono il perchè debbano legarsi ad un intermediario in fallimento. Così hanno preso a guardarsi attorno.

Archiviato dunque quel terreno, tra cene, riunioni e videoconferenze, sono arrivate sul tavolo diverse riqualificazioni: il Flaminio, tempio biancoceleste o Tor Vergata. Un progetto enorme e importantissimo, sia per i tifosi della Roma che per la città. Quando ha letto il report con costi e planimetrie, la nuova proprietà è impallidita. Così in una nota Dario Nanni, consigliere del VI Municipio.