Paura del Covid, triplica il numero dei bambini nati morti

Paura del Covid, triplica il numero dei bambini nati morti

Secondo lo studio summenzionato il Covid, avendo monopolizzato le energie sanitarie, ha provocato una negligente gestione dei residuali quadri clinici come quelli riguardanti le patologie oncologiche, i disturbi cardiovascolari e la gravidanza con l'effetto, in quest'ultimo caso, di aver determinato un incremento della mortalità dei nascituri, triplicandone i decessi.

Lo studio coordinato da Mario De Curtis dell'università Sapienza di Roma evidenzia due aspetti.

Coronavirus, triplicato numero dei bambini nati morti durante lockdown.

L'obiettivo dello studio è stato quello di determinare i principali dati perinatali della Regione Lazio, dove vivono circa 5,8 milioni di persone e nascono circa il 10% di tutti i nati italiani. La diminuzione dei nati moderatamente pretermine (i nati tra 32 e 36 settimane), che rappresentano la gran parte dei nati pretermine (prima di 37 settimane di età gestazionale), può essere interpretato "come effetto del riposo forzato, della sospensione del lavoro fuori casa, della ridotta attività fisica a cui sono state costrette anche le donne in gravidanza durante il lockdown", continuano i ricercatori.

"Un punto di forza di questo studio è che sono stati considerati tutti i nati nella regione Lazio - continuano gli autori -". Riteniamo che possa essere una conseguenza dei cambiamenti di vita indotti dal blocco e in particolare causati da una riduzione delle visite agli ospedali per paura di contrarre l'infezione da COVID-19. Se aggiungiamo le risultanze della ricerca pubblicata da Archives Disease in Childhood, che attesta nel periodo marzo-maggio 2020 un aumento di tre volte il numero dei bambini nati morti rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, ricaviamo un quadro compromesso del benessere generale. Questo dato sembrerebbe essere non l'effetto dell'infezione da Covid-19, anche perche' l'incidenza della malattia nelle donne in gravidanza nell'Italia centrale, secondo l'Istituto Superiore di Sanita', e' molto bassa (circa 1 per 1000). "La prevenzione della natimortalita' e' un dato che dovrebbe essere tenuto presente nei prossimi lockdown che vengono annunciati".