Medici di base in stato di agitazione, territorio al collasso

Medici di base in stato di agitazione, territorio al collasso

"Sono, infatti, più di 20mila gli operatori sanitari (tra ospedalieri, medici di medicina generale e infermieri) infettati da settembre a oggi", spiegano i medici di famiglia delle sigle sindacali in stato di agitazione. Il braccio di ferro tra medici di famiglia e Regione Lazio andava avanti da tempo, perché i primi si ritenevano "investiti di una funzione di assistenza domiciliare ai pazienti Covid del tutto impropria, che per legge dovrebbe spettare unicamente alle Unità Speciali di Continuità Assistenziale, istituite dal legislatore nazionale d'urgenza proprio ed esattamente a questo scopo".

Parzialmente accolto da parte del Tar del Lazio il ricorso effettuato dal Sindacato dei Medici Italiani riguardo alcuni provvedimenti della Regione Lazio sulle visite a domicilio dei pazienti Covid. Ma la Regione, attraverso una nota della sua Unità di Crisi, annuncia ricorso. Un ulteriore passaggio dell'ordinanza regionale del 17 marzo scorso - ovvero quello che prescrive di valutare l'eventuale attivazione delle Unità Speciali di continuità Assistenziale per l'assistenza a domicilio nei pazienti Covid - era contestato dal Sindacato dei medici in quanto "contempla come meramente 'eventuale´ l'intervento di assistenza domiciliare delle Uscar laziali". La sentenza del Tar, che rispettiamo, non tiene conto di un quadro di forte evoluzione del ruolo dei medici di medicina generale nel contrasto alla pandemia ed arriva dopo 8 mesi dalle modalità organizzative messe in atto che finora hanno consentito di essere nella cosiddetta zona 'gialla'. "I medici, inoltre, devono offrire supporto costante dei pazienti positivi, anche e soprattutto al fine di limitare le ospedalizzazioni dei casi meno critici, alleggerendo la pressione su pronto soccorso e strutture ospedaliere". Pertanto l'assunto del Tar per cui gli MMG dovrebbero occuparsi soltanto dell'assistenza ordinaria domiciliare (non COVID) è tecnicamente impossibile in una visione olistica del paziente, vorrebbe dire che un anziano iperteso diabetico e con il COVID può avere un'assistenza domiciliare dell'MMG solo per le patologie croniche anziché per l'intero quadro clinico.

Potranno effettuare il tampone rapido dal medico di famiglia: i contatti stretti asintomatici di un caso Covid-19 individuati dal medico stesso oppure individuati e segnalati dal Dipartimento di Prevenzione, in attesa di tampone rapido; i contatti stretti asintomatici al termine dei 10 giorni di quarantena identificati in base ad una lista trasmessa dal Dipartimento di Prevenzione ed i casi sospetti che il dottore si trova a dover visitare e che decide di sottoporre a test rapido. "Ora c'è un rischio di un danno grave e irreparabile alla rete dell'assistenza territoriale nel contrasto alla pandemia".