L'Istat certifica il rimbalzo del PIL nel terzo trimestre: +16,1%

L'Istat certifica il rimbalzo del PIL nel terzo trimestre: +16,1%

Il Prodotto interno lordo (Pil) italiano nel terzo trimestre del 2020 ha registrato un deciso +16,1% rispetto al trimestre precedente, che si era chiuso a -13%. Lo rende noto l'Istat nella sua stima provvisoria, tra luglio e settembre, quindi i mesi della piena "riapertura". La variazione congiunturale - spiega l'istituto di statistica - "è la sintesi di un aumento del valore aggiunto sia nel comparto dell'agricoltura, silvicoltura e pesca, sia in quello dell'industria, sia in quello dei servizi".

A questo punto il dato acquisito per l'intero 2020 è di un -8,2%. Si tratterebbe di un risultato leggermente migliore rispetto alle stime del governo, ma i mesi che ci separano dalla fine dell'anno difficilmente registreranno un andamento positivo viste le nuove limitazioni dettate dall'emergenza sanitaria. La politica di bilancio resterà espansiva. A spiegarlo è stato il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, in occasione della Giornata Mondiale del Risparmio. La crescita del Pil nel 2021 potrebbe risultare inferiore a quanto previsto nel quadro programmatico della Nadef (6 per cento).

Idem dicasi per la disoccupazione che, nonostante la pandemia, non solo non aumenta, ma continua a calare.

Il terzo trimestre del 2020, ha specificato l'Istat, ha avuto quattro giornate lavorative in più rispetto al trimestre precedente e una giornata lavorativa in più rispetto al terzo trimestre del 2019. Aggiungendo che però "la ripresa dell'epidemia minaccia tuttavia di incidere sui risultati conseguiti". L'incremento più significativo è stato il 18,2% della Francia, seguito da quelli di Spagna e Italia, dove il Pil ha fatto un balzo del 16,1%, circa il doppio che in Germania.

I consumi personali sono volati del 40,7%, meglio del +38,9% stimato; l'indice dei prezzi è salito del 3,6%, rispetto al 2,9% atteso; gli investimenti delle aziende sono balzati del 20,3% rispetto al tonfo precedente pari a -27,2%; le esportazioni sono schizzate del 59,7% rispetto al -64,4% del secondo trimestre; boom delle importazioni, cresciute del 91,1% rispetto al -54,1% precedente.