Covid, il Commissario Domenico Arcuri "Nessuna pressione sulle rianimazioni"

Covid, il Commissario Domenico Arcuri

"Quando si indicano in oltre 11 mila i posti totali di terapia intensiva si deve specificare che circa 3.500 sono solo sulla carta - sottolinea - attivabili in condizioni critiche e non immediatamente, comprendendo letti in via di approntamento, le cui gare sono partite solo ad ottobre, nonché letti sub-intensivi e chirurgici già utilizzati nelle ordinarie attività ospedaliere".

Uno degli aspetti legati al Covid che maggiormente preoccupa - e i politici e i medici - è la situazione delle terapie intensive. Lo ha detto il commissario all'emergenza Covid Domenico Arcuri alla conferenza "Finanza e sistema Paese un anno dopo". Insomma, sostiene Arcuri, il miglioramento c'è stato, visto che oggi "siamo il decimo Paese del mondo per numero di contagiati, nonostante la recrudescenza di queste settimane. Da questo confronto abbiamo la cifra di come l'Italia, anzitutto i cittadini, hanno reagito alla pandemia". In merito ai contagi, ieri - ospite a Che tempo che fa - il commissario ha fatto presente che attualmente "il 95% dei contagiati si cura in casa, è asintomatico e soltanto il 4,5% si trova in ospedale e, aggiungo, solo lo 0,5% in terapia intensiva". Un altro dato confortante - numeri alla mano -, che dovrebbe mettere a tacere gli allarmisti, compresi quelli filogovernativi.

Se è vero che rispetto a marzo la situazione è meno allarmante, le parole di Arcuri stridono tuttavia con i dati che arrivano da alcune Regioni: ben 10 di queste, oltre alla Provincia autonoma di Bolzano, sono al momento sopra la soglia critica di saturazione (fissata al 30% del posti letto occupati), come evidenzia l'ultimo rapporto (aggiornato al 13 novembre) dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) che dipende dal ministero della Salute.