Covid-19, terapie intensive: raggiunta la soglia nazionale di allerta

Covid-19, terapie intensive: raggiunta la soglia nazionale di allerta

La Puglia durante l'estate aveva annunciato un potenziamento delle terapie intensive prevedendo una aggiunta di 276 posti letto per portare il totale dagli attuali 369 a 580.

Superati i 2200 posti occupati nelle terapie intensive: il 30% sul complessivo dei posti disponibili, fissata come soglia limite per fare scattare un eventuale lock down.

Questa seconda ondata sta colpendo più duramente della prima. I numeri preoccupano non poco, gli ospedali sono in affanno: ci sono solo 70 posti liberi in terapia intensiva su 243 unità messe a disposizione.

Tre i livelli di complessità individuati per la gestione dei pazienti che necessitano di cure ospedaliere.

Ma questi trasferimenti rimangono difficili per le famiglie. Il piano straordinario, che coinvolge quasi tutte le aziende del sistema sanitario regionale, complessivamente prevede la realizzazione di 581 nuovi posti tra terapia intensiva e sub intensiva. Ma sono tutti gli indicatori a virare al peggio, dopo alcuni giorni di "stazionarietà" che lasciavano sperare in un miglioramento grazie alla stretta dell'ultimo Dpcm e il coprifuoco anti-movida imposto il 25 ottobre scorso. Quest'infermiera, che vuole restare anonima, lavorava nell'esercito, ad esempio: "Mancano il personale e i letti".

In merito ai due decessi registrati oggi, il governatore ha evidenziato che si tratta di due persone "di 82 e 92 anni. L'obiettivo - come anticipato dallo stesso Arcuri la scorsa settimana - è 350mila tamponi al giorno: aggiungere ai 200mila test molecolari già quotidianamente effettuati a livello nazionale, altri 100mila antigienici rapidi, rendendo così possibile uno screening quotidiano di 300mila cittadini italiani". Le Regioni dove si è registrato il maggior numero di ingressi in rianimazione sono la Campania (+56) e la Lombardia (+40). Ed è ancora troppo presto per vedere l'impatto delle nuove misure, attuate a metà ottobre.

"Il lockdown? Non sono decisioni che spettano a chi occupa di biologia dei virus e di impatto clinico".