Come cambia lo smart working con il nuovo Dpcm

Come cambia lo smart working con il nuovo Dpcm

Sono alcuni dei risultati della ricerca dell'Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano (www.osservatori.net), presentata il 3 novembre durante il convegno online "Smart Working il futuro del lavoro oltre l'emergenza". Il maggior numero di smart worker lavora nelle grandi imprese, 2,11 milioni, 1,13 milioni nelle Pmi, 1,5 milioni nelle microimprese sotto i dieci addetti e infine 1,85 milioni di lavoratori agili nelle Pa. Anche se poi a settembre gli smart worker (che hanno lavorato anche da remoto) sono scesi a 5,06 milioni: in media i lavoratori nelle grandi aziende private hanno lavorato da remoto per la metà del loro tempo lavorativo (circa 2,7 giorni a settimana), nel pubblico 1,2 giorni a settimana.

"Nell'emergenza - dice Fiorella Crespi, direttore dell'Osservatorio - abbiamo acquisito rapidamente consapevolezza dei vantaggi del lavoro agile e abbiamo avuto l'opportunità di sperimentarlo su vasta scala, pur se in una forma atipica Il rischio, però, è di trattarlo come un obbligo normativo o una misura temporanea ed emergenziale: si tratta invece di un'occasione storica che ci porterà verso un "New Normal", con benefici non soltanto nel lavoro, ma sull'intero ecosistema di servizi, città e territori".

Le organizzazioni si stanno attrezzando per tradurre le nuove abitudini e aspettative dei lavoratori in un nuovo approccio al lavoro. Tra gli aspetti positivi, nelle grandi imprese il miglioramento delle competenze digitali dei dipendenti (71%) e il ripensamento ai processi aziendali (59%). Ben il 70% di chi ha un progetto di lavoro agile aumenterà le giornate in cui è possibile lavorare da remoto, passando da un solo giorno alla settimana prima della pandemia a una media di 2,7 giornate a emergenza conclusa. Il ricorso al lavoro da casa forzato ha rivelato la fragilità tecnologica delle imprese, anche quelle più grandi e strutturate.

Come riportato anche da TgCom24 lo Smart working arriva ai massimi livelli possibili, sia nella Pubblica amministrazione che nel settore privato, e ingressi differenziati del personale. Il 69 per cento di queste, ad esempio, ha dovuto aumentare la disponibilità di pc portatili e altri strumenti hardware.

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