Cinque anni fa l'attentato al Bataclan

Cinque anni fa l'attentato al Bataclan

Seguirono altre esplosioni davanti ad un altro caffè e due ristoranti fino all'attacco principale nella sala concerti del Bataclan, dove era in corso il concerto dei Eagles of Death Metal. Eppure, poche ore dopo, il presidente francese François Hollande si ritrovò ad annunciare lo stato di emergenza in Francia e la chiusura temporanea delle frontiere. 137 morti, più di un quarto quindi del totale delle vittime di attentati di matrice jihadista negli ultimi 5 anni (con gli 87 morti del 14 luglio 2017 a Nizza è ancora più chiaro quanto sia sotto attacco in particolare la Francia e il suo multiculturalismo, figlio di una integrazione posto coloniale rimasta sulla carta). Lo hanno fermato allo Chatelet, all'inizio di Boulevard Sébastopol, direzione saint Denis, stade de France, Bataclan eccetera.

La prima raffica provocò una decina di vittime davanti all'ingresso, ma venne inizialmente scambiata per un sordo rumore di amplificatori o degli effetti pirotecnici. I tre attentatori si posizionarono sulla platea e sparano altre diverse raffiche sugli spettatori nel giro di venti minuti. Alcuni dei presenti riuscirono a fuggire, altri si chiusero nei camerini e anche la band si diede alla fuga. La cultura della morte che si oppone a quella della festa. Quando sembrò tornare un po' di calma, intorno a mezzanotte, i tifosi di calcio abbandonarono lo Stade de France cantando l'inno nazionale francese, La Marseillaise, in segno di solidarietà. Pesantissimo il bilancio: rimasero uccise 130 persone di 26 diverse nazionalità, 90 delle quali al teatro Bataclan.