Calabria, Guido Longo è il nuovo commissario alla sanità

Calabria, Guido Longo è il nuovo commissario alla sanità

"Vado in Calabria per provare a fare qualcosa di concreto per il popolo calabrese - dice il neo Commissario alla sanità incalzato dalle domande dei conduttori - e ci vado con il cuore ancorché con il background professionale che mi porto dietro". "Longo è un uomo delle istituzioni, che ha già operato in Calabria, sempre a difesa della legalità", ha scritto su Twitter il premier Giuseppe Conte.

"Mi hanno chiamato sia il presidente del Consiglio che il ministro dell'Interno" aggiunge in una intervista a Rai Radio1.

Calabria ancora senza commissario per la sanità: non sarà nemmeno Agostino Miozzo a ricoprire il delicato incarico.

"Il mio sì - ha detto Longo da neocommissario - è un atto d'amore verso la Calabria e anche un dovere istituzionale". Tra gli interventi, il "monitoraggio delle procedure di costruzione dei Nuovi Ospedali secondo quanto previsto dalla normativa vigente e dalla pianificazione sanitaria regionale", il "definizione di massimali di spesa e conseguenti contratti con fornitori privati riconosciuti per l'acquisto di prestazioni sanitarie secondo necessità assistenziali, con attivazione, in caso di mancata stipula del contratto e ridefinizione dei prezzi delle prestazioni sanitarie, in conformità come previsto dalla normativa vigente".

Dopo la prima esperienza nella Questura reggina, è stato a Palermo nel periodo delle stragi nel '92, prima alla Squadra Mobile come dirigente delle sezioni narcotici e omicidi e poi come vice capocentro della Dia, poi a Napoli, a Roma promosso al servizio centrale, a Caserta dopo la strage di Castelvolturno, poi nuovamente a Reggio e Palermo.

Il nuovo commissario della sanità calabrese sarà Narciso Mostarda. Condizioni respinte da Palazzo Chigi.

Calabria, Miozzo (Cts): "Io commissario?". Un quarto d'ora per sbrogliare una matassa che si prolungava ormai da qualche settimana dopo le defezioni, per motivi diversi, di Cotticelli, Zuccatelli e Gaudio. "Il governo si dia una mossa, siamo al quinto nome che ha detto no grazie".