Bombardato l'aeroporto di Asmara, le forze del Tigray rivendicano il raid

Bombardato l'aeroporto di Asmara, le forze del Tigray rivendicano il raid

Dopo il massacro denunciato da Amnesty International, la Commissione etiope per i diritti dell'uomo segnala che un gruppo di uomini armati ha attaccato un bus uccidendo almeno 34 civili nella regione del Benisciangul-Gumus, nell'ovest del Paese, dove nelle ultime settimane sono aumentate le tensioni interetniche.

Il leader del Tigray non ha precisato quanti razzi sono stati lanciati, ma ha sottolineato che è stata presa di mira solo Asmara.

Per fronteggiare il biblico esodo, il Sudan ha annunciato la riapertura del campo profughi di Um Raquba, usato negli anni '80 per accogliere gli etiopi scappati dalla gravissima carestia che fece oltre un milione di vittime. E l'Onu ha lanciato l'allarme per una "crescita brusca" degli arrivi.

Razzi lanciati dalla regione settentrionale etiope del Tigray sono caduti stanotte su Asmara, capitale dell'Eritrea.

Dal 4 novembre scorso sono in corso operazioni militari decise dal primo ministro Abiy Ahmed nel Tigray, una drammatica escalation delle tensioni che da anni vedono sui due fronti opposti le autorità di Addis Abeba e i dirigenti del partito che governa la provincia settentrionale, il Fronte per la liberazione del popolo Tigray (Tplf). Dal canto suo, l'Eritrea farà in modo di non cedere alle varie e disperate provocazioni del TPLF d'internazionalizzare il conflitto che questi ha col governo etiopico: ciò sarà, anche strategicamente, la miglior risposta possibile pure per coloro che in questo momento vorrebbero al contrario assistere proprio ad un suo coinvolgimento, che a quel punto sarebbe utile a giustificare i loro inviti interessati a compiere nuove ingerenze occidentali ed internazionali nelle vicende del Corno d'Africa. Abiy, asceso al potere nel 2018, ha invece avviato una politica di riavvicinamento all'Asmara, che gli ha fruttato nel 2019 il Premio Nobel per la pace.