Zangrillo: ‘Il virus è tornato a mordere, dobbiamo imparare a conviverci’

Zangrillo: ‘Il virus è tornato a mordere, dobbiamo imparare a conviverci’

"A maggio il virus era in ritirata - ribadisce -, oggi è tomato a mordere, probabilmente anche per comportamenti negligenti". A parte un'uscita a Non è l'Arena di Massimo Giletti sono settimane che il prorettore dell'Università Vita Salute non rilascia interviste. Queste ultime sono "ancora sotto controllo perché la risposta alle terapie è migliore rispetto allo scorso marzo e aprile". Tuttavia, ha sottolineato: "Io mi auguro innanzitutto che nei più giovani scatti un meccanismo di protezione nei confronti di genitori e nonni". Sono certo che con comportamenti corretti dal punto di vista qualitativo, riusciremo a risolvere anche i problemi quantitativi. "Servono a salvaguardare tutto ciò che deve rimanere attivo" - ha dichiarato Zangrillo - facendo riferimento soprattutto alla scuola e alle attività produttive ma anche agli ospedali per poter garantire la presa in carico dei malati con patologie diverse dal Covid-19. E la maggior parte della popolazione lo sta capendo. "Il segreto è prendersi la responsabilità di inviare in ospedale solo chi ne ha bisogno" aggiunge Zangrillo, ricordando che aveva sempre sostenuto che avremmo dovuto imparare a convivere con l'infezione.

"Per almeno il 30% dei pazienti che arrivano in Pronto soccorso basterebbe una responsabile assistenza domiciliare": secondo Zangrillofondamentale la diagnosi tempestiva che solo i medici di famiglia possono mettere in atto. La curva salirà, ma dobbiamo mantenere nervi saldi e ne usciremo vincitori", ha aggiunto. "Oggi siamo in una fase decisiva, ci vuole senso civico da parte di tutti - conclude -". Da qui l'appello del direttore al Corriere della Sera affinché tutti si prendano le proprie responsabilità per evitare che il problema diventi di proporzioni ancora più importanti.

"Questa pandemia deve servirci da lezione", commenta Alberto Zangrillo.

Poche parole anche per quanto concerne il coprifuoco richiesto dalla Lombardia e sul quale il governo ha già dato il via libera.