Vaccino antinfluenzale, il NurSind: sanzioni illegittime sia revocato il decreto

Vaccino antinfluenzale, il NurSind: sanzioni illegittime sia revocato il decreto

Tanti sono stati gli interventi, da parte di chi si trova sul campo di battaglia, che hanno denunciato l'insostenibilità della costante riduzione di risorse verso il Ssr.

Ci sono infine le categorie lavoratori socialmente utili: medici e personale sanitario di assistenza in strutture che, attraverso le loro attività, sono in grado di trasmettere l'influenza a chi è ad alto rischio di complicanze influenzali (RSA, strutture sanitarie e così via); personale degli asili nido e scuole di ogni ordine e grado, forze di polizia, vigili del fuoco, allevatori, addetti al trasporto di animali vivi, macellatori, veterinari pubblici e libero-professionisti, donatori di sangue.

"Dal sindacato sottolineano di avere inviato all'assessorato alla Salute e, per conoscenza, al Presidente della Regione- una nota di contestazione contro quel provvedimento che nell'ambito della "campagna di vaccinazione antinfluenzale 2020/2021", ha introdotto l'obbligo della vaccinazione antinfluenzale "anche" a tutto il personale sanitario e sociosanitario operante in ambito regionale, pena il divieto di accesso ai rispettivi luoghi di lavoro".

Ad essere rifiutata è stata l'unica azienda partecipante, la cinese Life'On, che offre i vaccini al prezzo di 22 milioni 687 mila euro, 7,6 milioni in più rispetto al bando, e che non riuscirebbe a fornire le dosi prima di 80-90 giorni.

I casi severi e le complicanze dell'influenza sono, tuttavia, più frequenti nei soggetti al di sopra dei 60 anni di età e con condizioni di rischio, come ad esempio il diabete, le malattie immunitarie o cardiovascolari e respiratorie croniche.

"Quest'anno la vaccinazione antinfluenzale è particolarmente raccomandata - dichiara il direttore generale dell'Asp di Siracusa, Salvatore Lucio Ficarra - poiché oltre ad evitare i casi di influenza e prevenirne le complicanze, assume un carattere importante a causa della contemporanea circolazione di virus influenzali e Coronavirus Sars-Cov-2". Tra queste: il Piemonte, la Lombardia, la Liguria, l'Abruzzo, l'Emilia-Romagna. Se va bene, come medici di base partiremo a vaccinare con un mese di ritardo, mentre in altre regioni stanno per iniziare. Circa il 40% della popolazione ha riferito l'intenzione di vaccinarsi contro l'influenza il prossimo inverno (21,7% certamente, 19,1% probabilmente), e la proporzione sale a circa il 60% (41,3% certamente, 17,5% probabilmente) a 55 anni e oltre.

A rispondere al "come", le parole di Pregliasco: "Bisogna fare riferimento al proprio medico di famiglia e verificare le informazioni della propria Asl, Ats o area vasta". Anche in questo caso vaccinarsi serve non solo per se stessi, ma anche per gli altri. Le Regioni hanno acquistato la stragrande maggioranza delle dosi, ma nonostante ciò la Fondazione Gimbe ha calcolato che solo il 75% degli eventi diritto potranno usufruirne. Intanto, sulle date specifiche, la scelta è lasciata alle regioni: la Liguria avrebbe già iniziato il 5 ottobre, l'Emilia inizierà il 12. Gli assistiti il cui medico non ha aderito alla modalità di prenotazione CUP verranno inviati al proprio medico di medicina generale. "Di solito il picco dell'epidemia è a cavallo delle festività", ribadisce Pregliasco.