Standard and Poor’s conferma il rating dell’Italia: BBB e outlook diventa "stabile"

Standard and Poor’s conferma il rating dell’Italia: BBB e outlook diventa

L'agenzia internazionale Standard & Poor's Global Rating ha confermato il rating sovrano dell'Italia a 'BBB', mantenendolo due gradini sopra il livello 'junk', e ha migliorato l'outlook, portandolo da negativo a stabile.

"La decisione di alzare l'outlook dell'Italia assunta da Standard & Poor's - commenta il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri - conferma la solidità delle misure eccezionali adottate dal Governo nonchè l'importanza del vero e proprio cambio di paradigma avvenuto nell'Unione Europea per contrastare l'emergenza Covid". "In risposta - prosegue la nota - il governo ha introdotto misure fiscali straordinarie per il 2020 per un valore del 6,1% del Pil e ha redatto un bilancio pro-crescita per il 2021, con un obiettivo di disavanzo nominale del 7% del Pil, incluso uno stimolo aggiuntivo". Il PIL 2020 perderebbe da uno a due punti percentuali in più e "gli effetti sarebbero maggiori sulla variazione percentuale nel 2021". Quel rischio, se concretizzato, farebbe del rimbalzo del terzo trimestre (+12% secondo l'Upb) dei mesi estivi in cui molti avevano intravisto la luce del tunnel, un beffardo fuoco di paglia. E un quarto trimestre in negativo avrebbe il classico effetto trascinamento sull'intero anno. Rimettendo in discussione il quadro dei conti pubblici, con l'UPB che in precedenza si aspettava un debito del 160%. E dando forza al dibattito europeo in cui si riaffaccia l'idea non solo di un nuovo intervento della Bce a dicembre (ormai dato per scontato). Lo shock della seconda ondata, del resto, si abbatte in maniera sparsa in Europa.

L'indice Pmi dell'Eurozona è tornato a puntare sulla contrazione dell'attività economica (cioè sotto 50) a 49,4. Ma l'Italia, d'altra parte, dopo la "botta" di primavera e strutturalmente ingessata, è tra i paesi più colpiti. Con due dati - crollo del 70% del traffico aereo a settembre e nuova caduta di quello autostradale dopo la ripresa estiva - che fotografano, appunto, un futuro appeso all'andamento dei contagi. Il rischio di farci rimpiangere di non aver fatto un investimento davvero visibile, nei mesi in cui la pandemia aveva allentato la morsa, sulle tracce, sulle strutture territoriali della sanità, sulla rete di assistenza domiciliare ai malati.