Sileri difende Zangrillo dalle critiche per le parole sul virus morto

Sileri difende Zangrillo dalle critiche per le parole sul virus morto

Il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri si è detto non pienamente d'accordo con le misure contenute nel nuovo dpcm in vigore dal 26 ottobre al 24 novembre 2020.

"Non ho mai militato nel M5S e di non mi sono mai iscritto alla piattaforma Rousseau", ha esordito Sileri. Ora sì, il virus circola, più persone rischiano di andare in terapia intensiva.

"Gli scienziati - prosegue Sileri - hanno punti di vista personali differenti ma anche rivalità accese".

Per Sileri ulteriori misure future "dovranno essere declinate a livello locale". Io guadagnavo di più da medico che da viceministro e il potere per me è fare le cose che ritengo utili per il Paese. Una replica che potremmo definire "surreale", tenendo conto che si sta parlando di Zangrillo, che aveva usato l'espressione "il virus è clinicamente morto". Ho sempre sempre detto che sono nel governo a tempo determinato. Mi sembra che a volte molti miei colleghi in camice utilizzino la tv per sfide e scopi personali. Così Alberto Zangrillo, Prorettore dell'Università San Raffaele di Milano, in un intervista al Tg5 ritwittata sul suo profilo Twitter. Mi pare doverosa la trasparenza di questi tempi: non si possono affidare a consulenti di nomina governativa decisioni fondamentali per tutto il Paese. In terapia intensiva ci sono ancora molti posti e la crescita dei ricoverati non è esponenziale. Avere più offerta diagnostica più semplice del tampone e fruibile dai medici di medicina generale, nelle farmacie o nel privato e, perché no, anche negli studi dentistici aiuterebbe il sistema in toto. Per gli altri basta un test antigenico rapido o salivare che costa un quinto e hai il risultato in un'ora anziché in cinque giorni. Secondo il medico "è difficile dire le cose in modo giusto ed essere creduti perché ho paura che in questo momento abbia vinto chi ha avuto come obiettivo quello di terrorizzare e spaventare". "Confido più di tutte in quella degli anticorpi monoclonali oppure nell'utilizzo di preparati iperimmuni ricavati dal siero dei guariti".