Saras: Moratti ribadisce propria correttezza, 'rigettiamo ogni accusa'

Saras: Moratti ribadisce propria correttezza, 'rigettiamo ogni accusa'

L'Antiterrorismo di Cagliari sospetta che la società abbia fatto affari con l'Isis, contrabbandando greggio, potendo così piazzare il prodotto a prezzi vantaggiosi e permettendo all'organizzazione islamica di ottenere denaro con cui finanziare attività criminali.

È bufera sulla raffineria Saras di Sarroch, al centro di una indagine della procura di Cagliari e per l'avvio delle procedure di cassa integrazione per i 1.300 lavoratori.

La raffineria sarda è una delle più grandi in Europa e delle più avanzate per quanto riguarda la complessità degli impianti.

A proposito di Saras, il portafoglio di Massimo Moratti negli ultimi anni è tornato a crescere grazie al rendimento dell'azienda petrolifera fondata dal padre, che ha portato a quasi 200 milioni di euro come total return dalla sua gestione. In particolare, dalle Isole vergini partono tre tranche di pagamento finite sotto l'attenzione degli investigatori: la prima di 217 milioni di dollari verso una società turca, la Powertrans, che secondo i documenti avrebbe dovuto fornire il petrolio; nei documenti c'è però anche un pagamento di 4 miliardi verso il ministero dell'Economia e delle Risorse naturali del governo federale curdo, mentre nella filiale tedesca di Unicredit è emersa un'operazione da 60 milioni effettuata dalla Edgewaters al governo curdo.

"Saras respinge fermamente ogni associazione del nome della società al contrabbando di petrolio e di carburante, in quanto del tutto priva di fondamento e lesiva della immagine propria e dei collaboratori del gruppo". E' la prima reazione del presidente di FederPetroli Italia, Michele Marsiglia, sulle perquisizioni alla Saras. "Oltre ai dipendenti interni - ha aggiunto l'esponente pentastellato - questa notizia interessa le sorti di tutti quei lavoratori impiegati mediante le ditte aggiudicatarie degli appalti". Con annessa frode per il fisco italiano di qualcosa come 130 milioni di euro e finanziamento della jihad attraverso i terroristi di Daesh.