Regno Unito: "Siamo a un punto di non ritorno"

Regno Unito:

Si fa sempre più difficile la situazione nel Regno Unito, dove la seconda ondata di coronavirus sta facendo registrare dei picchi di contagio ben superiori a quelli registrati la scorsa primavera.

Il Regno Unito ha raggiunto un "punto di non ritorno" nella pandemia da coronavirus, simile a quello di marzo, e nelle prossime settimane, oltre all'aumento dei casi, ci sara' un aumento delle morti: lo ha detto il professor Jonathan Van-Tam, vice direttore sanitario per l'Inghilterra, citato dalla Bbc.

Il vice direttore sanitario inglese ha esortato i connazionali ad aiutare l'Nhs, il servizio sanitario pubblico, limitando le interazioni sociali perche' "il virus prospera attraverso i contatti tra gli esseri umani". Attualmente, nel Regno Unito l'indice R0 - che rappresenta il numero medio di infezioni secondarie prodotte da ciascun individuo positivo - oscilla tra 1,2 e 1,5. L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) riporta sul suo sito che nella giornata di ieri sono stati registrati 383.359 contagi, il 7,9% in più rispetto ai 355.244 del record di venerdì. Van Tam nota che mentre l'epidemia e' "ripartita" tra i giovani nelle ultime settimane, ora "ci sono prove che si stia espandendo in una fascia d'eta' piu' alta" nelle zone piu' colpite.

Il Vicedirettore delle iniziative strategiche del virus - Ranieri Guerra - ha sottolineato la situazione odierna circa la diffusione del contagio, soffermandosi sulla condizione delle scuole in Italia: "Sono in sicurezza, ma portano a un aumento dei casi perché si tratta di una comunità ampia che si apre e contribuisce in maniera non ragguardevole alla diffusione del virus, ma in modo crescente". Siamo nel mezzo di una grave pandemia e la stagione ci è avversa. "In pratica, stiamo per incontrare venti contrari".