Putin chiede "cessate il fuoco" immediato nel Nagorno-Karabakh

Putin chiede

Dopo la dissoluzione dell'Urss, l'Armenia ha avviato un'aggressione militare contro l'Azerbaigian, occupando il 20% dei territori riconosciuti internazionalmente dell'Azerbaigian, inclusa la regione del Nagorno Karabakh e sette distretti adiacenti, realizzando una pulizia etnica contro tutti gli azerbaigiani (più di 750 mila) in questi territori ed anche compiendo crimini di guerra e un genocidio contro civili azerbaigiani nella città di Khojali.L'Armenia, per coprire la sua aggressione, ha creato nei territori occupati dell'Azerbaigian un regime illegale fantoccio detto "repubblica del Nagorno Karabakh", non riconosciuta da nessun paese, inclusa l'Armenia stessa. Ieri anche gli Stati Uniti e la Francia, membri con la Russia del "gruppo di Minsk" e garanti della pace nella regione, si erano espressi in favore di uno stop al conflitto.

La posizione dell'Azerbaigian si basa sul diritto internazionale e sulla giustizia. Lo ha dichiarato ai giornalisti la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. Appoggiando l'Azerbaijan la Turchia cercherebbe di imporsi nello scacchiere geopolitico dell'Asia centrale, ma va tenuto presente che il gas azero diretto in Europa passa proprio per la Turchia, per cui gli interessi convergono.

Proprio questo martedì il ministro degli esteri turco Mevlut Cavusoglu ha incontrato il presidente dell'Azerbaigian Ilha Aliyev e poi ha chiesto alla comunità internazionale di sostenere, testualmente, "coloro che sono dalla parte del diritto", cioè l'Azerbaigian. Missili armeni di fabbricazione russa sono caduti sulla città azera di Ganja, la seconda per grandezza del paese, mentre la capitale dell'autoproclamata Repubblica del Nagorno Karabakh, Stepanakert, è stata bombardata tutta la notte chi cannoni e dai droni azeri. Il bilancio dei danni e delle eventuali vittime non è al momento conosciuto.

Kurz ha espresso preoccupazione per l'escalation in corso nel Nagorno-Karabakh, affermando che non esiste una soluzione militare al conflitto, ed ha esortato le parti a cessare le ostilità. Baku ha infatti sempre manifestato l'intenzione che la regione ritornasse entro i confini azeri, concedendo al Nagorno Karabakh comunque una solida autonomia amministrativa.

Ben quattro risoluzioni Onu, peraltro mai rispettate da Erevan, hanno chiesto nel 1993 il ritiro incondizionato dei militari armeni dal Nagorno Karabakh, nella fattispecie la 822, la 853, la 874 e la 884.