L’appello a Conte e Franceschini contro la chiusura di cinema e teatri

L’appello a Conte e Franceschini contro la chiusura di cinema e teatri

Il pacchetto di misure di contenimento dell'epidemia, più stringenti e contenute nel nuovo decreto, potrebbero entrare in vigore il 25 ottobre, sono state discusse in mattinata nella riunione tra il premier Giuseppe Conte, e i capi delegazione della maggioranza. È soprattutto per l'importanza di non privare l'Italia del proprio immaginario collettivo che vi chiediamo a nome della Associazione Cultura Italiae che rappresento, e dunque di tutti i comparti e i generi dello Spettacolo dal vivo, dei Produttori Cinematografici, degli Artisti, degli Esercenti, delle Gallerie d'Arte, dei Musei, delle Sale da Concerto, di mantenere indistintamente tutti i luoghi della cultura aperti!

"Le disposizioni del presente decreto si applicano dalla data del 26 ottobre 2020, in sostituzione di quelle del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 13 ottobre 2020, come modificato e integrato dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 18 ottobre 2020, e sono efficaci fino al 24 novembre 2020".

Il Dpcm "raccomanda fortemente" di "non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità, per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi".

In base alla bozza quindi chiusura di tutte le attività alle 18 (bar, ristoranti, negozi) ma lasciando libertà di spostamento per i cittadini.

"E' consentito", si specifica, "svolgere attività sportiva o attività motoria all'aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, ove accessibili, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l'attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività salvo che non sia necessaria la presenza di un accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti". Essi sono luoghi sicuri dove il pubblico è seduto con mascherina e non parla durante la rappresentazione. Niente feste, al chiuso o all'aperto, nemmeno a seguito di celebrazioni religiose: cade così il numero di 6 a casa, viene raccomandato di non ricevere persone non conviventi. L'uscita e l'entrata sono regolati e rispettano il distanziamento. "Il servizio è organizzato tenendo conto dei protocolli o linee guida adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome", prosegue il provvedimento.