Inps, la quarantena non è (automaticamente) malattia. Le regole

Inps, la quarantena non è (automaticamente) malattia. Le regole

"In tutti i casi di ordinanze o provvedimenti di autorità amministrative che di fatto impediscano ai soggetti di svolgere la propria attività lavorativa - sottolinea l'Inps - non è possibile procedere con il riconoscimento della tutela della quarantena ai sensi del comma 1 dell'articolo 26 del decreto Cura Italia (quello che prevede l'equiparazione della quarantena con sorveglianza attiva alla malattia, ndr ), in quanto la stessa prevede un provvedimento dell'operatore di sanità pubblica". L'INPS precisa che non è sempre così in una nuova nota (n. 3653 del 9 ottobre 2020) in cui di fatto segna un limite rispetto a quanto previsto dal decreto Cura Italia. e' bene avere chiara la questione, in previsione di un eventuale isolamento domiciliare (o quarantena). L'Inps, con una nota, fa chiarezza sulla quarantena. Stesso discorso se si entra in stretto contatto con persone contagiate, ad esempio un familiare. Se un soggetto viene posto in isolamento su indicazione della Asl, dell'ospedale o del medico curante, questo avrà diritto al riconoscimento della quarantena come malattia.

Non si ha diritto invece al riconoscimento della malattia nel caso in cui l'isolamento venga disposto dalla Regione o dal Comune, ad esempio, in quanto non c'è intervento di operatori della sanità pubblica.

Anche i lavoratori "fragili" posti in quarantena dovranno lavorare da casa in smart working.

"A seguito dell'entrata in vigore del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, è stata prevista, all'articolo 19, un'apposita tutela per i lavoratori domiciliati o residenti in Comuni per i quali la pubblica autorità abbia emanato provvedimenti di contenimento e di divieto di allontanamento dal proprio territorio, disponendo l'obbligo di permanenza domiciliare in ragione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, che siano stati impossibilitati a raggiungere il luogo di lavoro, limitatamente alle imprese operanti nelle Regioni Emilia-Romagna, Regione del Veneto e Lombardia".

INPS specifica che nei casi di malattia conclamata (art. 26, comma 6) il lavoratore è temporaneamente incapace al lavoro, con diritto ad accedere alla malattia, compensativa della perdita di guadagno.

Non è possibile ricorrere alla tutela previdenziale della malattia nei casi in cui il lavoratore in quarantena o in sorveglianza precauzionale perché soggetto fragile continui a svolgere, sulla base degli accordi con il proprio datore di lavoro, l'attività lavorativa presso il proprio domicilio, mediante le citate forme di lavoro alternative alla presenza in ufficio. "Al riguardo, si ricorda che con il messaggio n. 1822 del 30 aprile 2020, al quale si rinvia, sono state ribadite le indicazioni operative per la gestione della concomitanza tra la prestazione dell'indennità di malattia e i trattamenti di integrazione salariale sopra citati".

Dal momento in questi casi si verifica una sospensione degli obblighi contrattuali con l'azienda, viene meno anche la possibilità di poter richiedere la specifica tutela prevista in caso di evento di malattia. Si tratta infatti - scrive l'Inps "del principio della prevalenza del trattamento di integrazione salariale sull'indennità di malattia".