Covid, l'Inail: 54.000 denunce per contagi sul lavoro e 319 morti

Covid, l'Inail: 54.000 denunce per contagi sul lavoro e 319 morti

I decessi seguiti a contagio sul lavoro, secondo le denunce arrivate all'Inail fino al 30 settembre, sono concentrati soprattutto tra gli uomini (84%) e nelle fasce 50-64 anni (69,9%) e over 64 anni (19,4%), con un'età media dei deceduti di 59 anni.

Alla luce di questi fatti, si capisce anche la nuova ordinanza della regione Campania che ha deciso di prorogare le misure restrittive fino al prossimo 13 Novembre. La percentuale tra positivi e casi testati è del 14,27%, ieri era al 12,4% con 10.874 positivi su 87.680 casi testati. Il totale delle persone contagiate sale così a 449.648. Tra le province, invece, il primato negativo spetta a quella di Milano, con il 10.8% del totale delle infezioni sul lavoro denunciate, seguita da Torino (7,8%), Brescia (5,4%) e Bergamo (4,6%), che con 37 decessi, pari all'11,6% del totale, si conferma al primo posto per numero di casi mortali, seguita dalle province di Milano (8,2%), Brescia (7,8%) e Napoli (6%). Il dato dei decessi è il più alto dal 22 maggio.

La situazione è grave, soprattutto in alcune aree metropolitane, come ha avuto modo di chiarire anche oggi Walter Ricciardi, professore di Igiene generale e applicata all'Università Cattolica e consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza, intervenendo nel corso di un webinar dedicato agli sviluppi della pandemia in Italia. "Ci troviamo come nel 1400 a Venezia, nonostante le tecnologie di cui disponiamo".