Coronavirus: possibile inizio della seconda ondata della pandemia

Coronavirus: possibile inizio della seconda ondata della pandemia

Dal punto di vista epidemiologico crescono i casi attualmente positivi (60.134 contro i 50.630 della settimana precedente) e, sul fronte degli ospedali, aumentano i pazienti ricoverati con sintomi (3.625 contro 3.048) e in terapia intensiva (319 contro 271). Se il trend dei casi continuerà a crescere, senza ulteriori misure di contenimento, avvertono gli anestesisti-rianimatori, le terapie intensive nel Meridione entreranno in sofferenza nel giro di meno di un mese.

Intanto, è in corso in queste ore la riunione tra Comitato tecnico scientifico e il ministro Speranza.

E' l'allarme degli anestesisti, lanciato dal presidente dell'Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani Alessandro Vergallo, commentando l'andamento dell'epidemia in Italia. Al momento, spiega, "in nessuna Regione si registra ancora una situazione di criticità legata alla disponibilità di posti letto". I decessi dall'inizio della pandemia sono quindi 36.061. "Siamo molto preoccupati per le Regioni meridionali - sottolinea - dove rileviamo una maggiore impreparazione". "Questo ci preoccupa perchè presuppone un ulteriore aumento dei contagi".

I positivi sono 37 nel percorso nuove diagnosi: 21 nella provincia di Ancona, 5 in provincia di Macerata, 7 nella provincia di Fermo, 2 in provincia di Ascoli Piceno e 2 in provincia di Pesaro Urbino. Mancano, cioè, "indirizzi terapeutici definiti e chiari per le cure domiciliari".