Coronavirus: Johnson & Johnson ha sospeso "temporaneamente" la sperimentazione del vaccino

Coronavirus: Johnson & Johnson ha sospeso

Nuova battuta di arresto nella corsa al vaccino contro Covid-19. La big pharma ha annunciato di aver stoppato lo studio clinico dopo la comparsa di una malattia ancora inspiegabile in un paziente coinvolto nei test. Anche il nesso tra malattia e somministrazione del vaccino dovrà essere accertato meglio da un comitato apposito, ma al momento quel che è certo è che la persona che ha accusato un malore lo ha avuto dopo aver ricevuto una dose del vaccino sperimentale, in qualità di volontario.

Questa decisione "si basa sui risultati preliminari di studi clinici precoci e non clinici - spiega l'Ema - condotti su adulti che suggeriscono che il vaccino innesca la produzione di anticorpi e cellule T (cellule del sistema immunitario, difese) che prendono di mira il virus". Sembra sfumata la possibilità che gli Stati Uniti annuncino il via libera a un vaccino prima delle elezioni americane: Moderna, la società con uno dei progetti in fase più avanzata, ha fatto sapere che non potrà presentare la richiesta di autorizzazione prima della fine di novembre. La J&J ha poi aggiunto che il caso del volontario risultato malato è l'occasione per: "imparare di più sulla sua malattia ed è importante conoscere tutti i fatti prima di condividere ulteriori informazioni". "Attribuiamo grande importanza agli studenti che studiano fuori dalla Cina e speriamo di fornire loro una protezione efficace, sicura e completa, in linea con quanto stabilito dalla legge", ha dichiarato al Global Times una fonte vicina alla Sinopharm.

Mentre ci sono centinaia di vaccini COVID-19 in fase di sviluppo in tutto il mondo, Johnson & Johnson fa parte di un piccolo gruppo di produttori che sono passati agli studi sull'uomo nella fase finale. I test si stavano svolgendo anche in Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Messico, Perù e Sudafrica. L'agenzia ha però iniziato la rolling reiew, cioè un'analisi continua dei dati forniti dai produttori farmaceutici sulla sperimentazione del vaccino. Questo significa che quasi la metà della popolazione sta mostrando diffidenza nei confronti del futuro vaccino anti-Covid.