Coronavirus, il vice ministro Sileri: "Riduciamo la quarantena a 7-10 giorni"

Coronavirus, il vice ministro Sileri:

Nelle prossime settimane è certo che inizierà a circolare anche l'influenza, con sintomatologia simile a quella del Covid.

In quelle file ci sono anche genitori con bimbi piccoli allontanati dall'asilo al primo starnuto.

Quindi "penso che per queste persone si può studiare una riduzione della quarantena", ha aggiunto, "si può cominciare da 10 giorni o arrivare anche a sette perché se c'è una cosa che abbiamo imparato in questi mesi è che l'incubazione del Covid dura da 4 a 6 giorni, mentre all'inizio dell'epidemia pensavamo fosse anche più lunga". Se negazionisti e faziosi dovessero togliersi la mascherina ci ritroveremmo nella situazione di febbraio-marzo.

Sileri crede che a oggi un lockdown nazionale sia "improbabile" ma avverte che "i numeri continueranno a salire".

"Sì e dico che bisogna allargare il campo diagnostico utilizzando tutti i tipi di test proprio per ridurre il sovraffollamento".

Il viceminstro alla Salute Pierpaolo Sileri è intervenuto come ospite alla trasmissione "L'Italia s'è desta" in onda su Radio Cusano Campus per fare il punto della situazione sulla pandemia da Covid-19 in Italia: "Il trend dei contagi è in crescita, ma si tratta di una crescita molto lenta".

Il viceministro della Salute ha dichiarato che la proroga dello stato d'emergenza è necessaria a tenere sotto controllo l'aumento dei contagi. "Più che impennata, la chiamerei una salita controllata dei contagi -ha affermato Sileri-. Avere 3500 casi non è una notevole circolazione del virus, ma bisogna continuare a rispettare le regole per far sì che la circolazione non aumenti". "Se viene apprezzato e riconosciuto ciò che viene fatto ci fa piacere, finora quanto fatto in Italia per merito di tutti è stato riconosciuto a livello internazionale come la migliore gestione al mondo e questo come italiani ci deve inorgoglire". Il buonsenso dell'utilizzo della mascherina è comunque importante. "Dubito che riguardino una intera Regione se tutti osserveremo le regole, piuttosto potrebbero essere chiuse delle aree, degli uffici, dei quartieri", ha concluso.

Sui test rapidi. "Dobbiamo cercare di utilizzare tutti i mezzi che abbiamo e migliorare la diagnostica semplice, economica e che possa fare uno screening a più ampia scala".