Coronavirus Genoa, Preziosi: "Ho 15 positivi, così finiamo in B"

Coronavirus Genoa, Preziosi:

Intervistato dal Corriere dello Sport, il patron del Genoa, Enrico Preziosi, ha espresso il suo parere sulla squadra rossoblu falcidiata dal Covid e reso note le sue perplessità sulla partecipazione alla prossima sfida di campionato. Ecco i punti principali. Mi auguro che come me la pensino anche gli altri diciannove presidenti, dobbiamo recuperare sogni e speranze. "Ho ancora 15 giocatori positivi, nessuno si è negativizzato, e sono quasi tutti dei titolari - ha spiegato il presidente rossobù -". Non so proprio come potremo presentarci a Verona e con l'Inter, quella di Ibra è durata 16 giorni, per noi sarebbe un disastro. E il valore sportivo della partita dove sarebbe? "La disposizione della Lega prevede solo un jolly, ma così il Genoa rischia tanti 3-0 a tavolino e soprattutto rischia la Serie B senza passare dal via".

CRITICO VERSO DE LAURENTIIS - "Un momento. Il regolamento tuttavia non va, deve essere rivisto, non ci sono santi". Il fatto in sé non mi riguarda, peraltro, è materia della Procura federale. "Resta inteso che mai mi sognerei di far intervenire l'Asl". A meno che Criscito e Lerager (il danese ha pure il neonato figlio Valdemar col covid sebbene per fortuna stia bene) si spera, a leggere quanto scritto sui social, tornino prestissimo negativi per dare subito una mano.

PROTOCOLLO - "Il nostro centro è stato migliorato e sanificato, la palestra è in aperta campagna e abbiamo superato le ispezioni federali". Perin, il primo positivo, mi spiegò che aveva partecipato a un paio di cene, come le fa lei, le fanno tutti, porzioni di vita normale, probabilmente sarà partito da lì il contagio, come faccio a saperlo?

"Un'affermazione molto grave. Il protocollo non è della federcalcio, ma del Cts e del Ministero della Salute, ed è rigidissimo". Noi società abbiamo il dovere di attenerci scrupolosamente a quell'insieme di direttive. Più che un rischio, è una certezza.