Coronavirus, Brusaferro: "Le misure servono per raffreddare la curva"

Coronavirus, Brusaferro:

Ecco perché, secondo l'Istituto superiore di Sanità, intercettare gli asintomatici diventa molto importante: "Individuare le persone portatrici del virus è la prima frontiera per fermare l'infezione", ha spiegato il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro, intervenendo in audizione in Commissione Igiene e Sanità del Senato.

"Se ci sono 20-22 nuovi mila casi al giorno si fa fatica a tracciare", ha sottolineato, ricordando che "in tutte le regioni l'indice di contagio Rt è superiore a 1, aumenta il numero dei casi e le risorse fanno fatica a soddisfare il tracciamento", e richiamando al "senso di responsabilità". "Siamo chiamati a fare tutti gli sforzi per muoverci, da qui a poche settimane, a quello schema di modellazione - ha aggiunto - sapendo che possiamo convivere con il virus". "Questo si chiama contenimento". Busaferro spiega: "Risulta essenziale tenere la curva dei nuovi contagi sotto una certa soglia, facendo in modo che le persone identificate come positive siano persone che possono essere facilmente individuate e si possano tracciare i loro contatti stretti". Inoltre si abbassa l'età delle persone che contraggono il covid, l'età media delle persone che contraggono l'infezione è "oggi di circa 40 anni, nel periodo di picco era 60-70. Ci auguriamo tutti che questo non avvenga e che continuiamo a proteggere e a relazionarci con grande attenzione e rispetto con le persone fragili e anziane".

Possibili novità anche sul fronte dei test diagnostici: Brusaferro ha annunciato che dovrebbe uscire nei prossimi giorni un documento specifico sull'utilizzo dei test per individuare la positività al Coronavirus. "La pandemia - ha detto Brusaferro - è in fase di rapida crescita che dobbiamo mitigare e contenere". "La realtà dei test oggi vede come golden standard il tampone molecolare".

C'è poi il "tema dell'appropriatezza. - rileva Brusaferro - Faccio l'esempio del contatto stretto di una persona positiva".

Nello studio Tsunami Italia, che mira a valutare l'efficacia del plasma nella cura del Sars-cov-2, "al 26 ottobre sono stati 188 i pazienti inseriti". "Il lockdown totale rimane l'ultima arma disponibile che tutti auspichiamo non sia necessario adottare". Attualmente, aggiunge, "sono 79 i centri clinici e 88 i centri trasfusionali coinvolti, distribuiti in 13 regioni".