Carrisi condannato: augurò la morte a Barbara D’Urso

Carrisi condannato: augurò la morte a Barbara D’Urso

Yari Carrisi colpevole, è questa la decisione del tribunale che ha condannato il figlio di Albano e Romina Power per le parole usate contro Barbara D'Urso.

Adesso dopo 6 mesi la legge ha deciso ai danni di Yari Carrisi verso il quale il Tribunale ha emesso un decreto penale di condanna. Nella fattispecie Yari lasciò dei like di apprezzamento ai commenti di alcuni haters, che si scagliarono contro la d'Urso.

Yari aveva scritto: "La D'Urso deve morire", una frase che aveva dovuto rimuovere per le polemiche social che si erano scatenate. Si tratta di una responsabilità accertata in sede penale di giudizio, visto che su Instagram Carrisi jr ha leso l'onore della D'Urso. Come lei stessa ha anticipato a Pomeriggio 5, la diretta serale, tra gli ospiti, vedrà la partecipazione di Fabrizio Corona, condannato ad altri 9 mesi di detenzione e denunciato dall' ex moglie Nina Moric e Iconize, balzato sui titoli dei giornali di cronaca rosa per la presunta falsa aggressione. Il fatto risale allo scorso aprile, ossia durante il periodo del lockdown. Il tutto, poi, fu pubblicato dalla D'Urso su Twitter. Sui social Carrisi era stato bersagliato da commenti negativi per quello che aveva scritto tanto da far nascere per dare solidarietà a la D'Urso perfino l'hashtag #ancheiosonoladurso, seguito da #iostoconbarbara, per manifestare contro un atto inspiegabile.

La frase di Yari sollevò la reazione del web di fronte alla quale il figlio di Albano e Romina Power chiarì il senso delle sue parole. In pratica, il ragazzo ha dichiarato che quell'offesa non era rivolta alla persona della D'Urso, ma più ampiamente al suo programma.

Vediamo meglio insieme che cosa sta succedendo. "Da anni si è propagato in tutte le case d'Italia come un virus ed è ora di chiudere il flusso negativo che emana".

Arrivata la condanna a Yari Carrisi per aver augurato, attraverso i social, la morte a Barbara D'Urso. "Non è mai stata mia intenzione augurare la morte a nessun essere vivente ma esclusivamente augurarmi/ci la fine di un programma che ritengo dannoso".