Venezia 77 - Le sorelle Macaluso | Recensione

Venezia 77 - Le sorelle Macaluso | Recensione

Milano - Lunedì 14 settembre 2020 presso l'Anteo Palazzo del Cinema di Milano alle ore 16.00 viene proiettato il film Le sorelle Macaluso di Emma Dante; al termine della proiezione è prevista una lezione di cinema di Emma Dante, in dialogo con il critico Maurizio Porro.

In fine, anche un bacio tra donne. Tutto fila liscio ma linquadratura semi sommersa e la camera che segue in acqua le ragazze non può che annunciare la disgrazia.

Ed ecco tre atti, tre momenti di vita collettiva e privata fotografati nel loro farsi vita reale e autentica con la morte ad accompagnare ogni quadro. Linfanzia, letà adulta e la vecchiaia di Maria, Pinuccia, Lia, Katia e Antonella (ad interpretarle sono 12 attrici diverse perché più che la somiglianza e il trucco pesante contano qui i gesti immutabili negli anni e i cambiamenti interiori imposti dal corso della vita) sono immerse in una casa che ne riflette umori e ambizioni e che conserverà negli anni (almeno fino al suo svuotamento) lanima di quella sorellanza. "La colombaia (collocata nel film al piano superiore dell'abitazione ndr) e' quel luogo magico in cui si torna sempre", ha dichiarato la regista, che ha raccontato le difficolta' sopraggiunte durante le riprese, ma anche di come gli uccelli siano stati coccolati piu' del cast: "Per me gli animali sono come persone". Una casa piena di oggetti che con le sorelle invecchiano, ma resistono nella loro esistenza, finche' le protagoniste sono ancora in vita. Io e le altre due attrici (purtroppo Ileana Rigano - che la impersona da anziana - non c'è più, è mancata due mesi fa) abbiamo interpretato come quel sentimento ci ha cambiate. Sulla genesi del film: "Nasce come pièce, lo spettacolo ha girato il mondo, la famiglia a teatro era più allargata, sette sorelle, i genitori e un figlio, mentre sullo schermo sono cinque e solo loro". Per questo mi sarebbe piaciuto un film più lungo, una mezz'ora in più in cui venissero sciolti meglio tutti i nodi, ma in generale Dante porta un film diverso, sincero, con interpretazioni memorabili e una struttura ben delineata, formata da tre grandi blocchi che mostrano infanzia, età adulta e vecchiaia di chi rimane. Ho lavorato sul dettaglio della bocca mentre legge un brano del libro, o Pinuccia che si mette il rossetto allo specchio, le canzoni non sono una colonna sonora ma hanno una funzione narrativa precisa. Ci sono vari modi di interpretare questa iniziale metafora.

Nel film mancano i genitori, che invece c'erano a teatro, come mai questa scelta?

Mostra del cinema di Venezia 2020: “Le sorelle Macaluso” di Emma Dante
Cosa vedere alla Sala Pegasus da sabato 12 settembre

Emma Dante: Siamo stati molto in dubbio sui genitori, ci siamo preoccupati di questa mancanza.

Concetto ribadito anche all'interno della pellicola, attraverso la lettura di un brano di 'Piccole Persone' di Anna Maria Ortese.

Un film sul tempo ma anche sullo spazio e sui corpi. Donatella non nasconde che Dante, una delle maggiori drammaturghe italiane contemporanee e con la fama di "tostissima", le ha fatto "buttare sangue, come si dice a Catania: quando sono arrivata a Palermo per le prove, nella valigia mi sono portata scarpette e tuta, pensando: "Adesso ci massacra, come fa a teatro". Una raffinata narrazione, leggera e liberatoria come il volo dei colombi che si apre nel blu del cielo. E così si arriva alla scena madre in cui una delle sorelle indossa il tutù da ballerina della sua adolescenza, annunciando di avere il cancro, davanti a un vassoietto di dolci siciliani coloratissimi, cassatine, cannoli, che spappolerà per farne una massa cremosa indistinta. L'omosessualità per me non è nulla di speciale, ma una cosa naturale come la morte. Penso ad una conquista, a delle guerriere.