Tour de France: aperta un'inchiesta preliminare per sospetto doping

Tour de France: aperta un'inchiesta preliminare per sospetto doping

L'ombra del doping aleggia sul Tour de France che si è appena concluso.

All'interno dell'occhio del ciclone la Arkea-Samsic in seguito alla perquisizione delle camere di Nairo Quintana e del team.

È bufera attorno ai fratelli Quintana, Nairo e Dayer, e la loro Arkea-Samsic. Questi corridori, la cui identità non è stata confermata dall'ufficio del procuratore di Marsiglia, sono sospettati di aver trattenuto "senza giustificazione medica" una "sostanza o metodo proibito" che potrebbe essere servito come doping, nell'ambito del Tour. Non si conoscono dunque attualmente le ragioni che hanno portato alla perquisizione, né i dettagli dello svolgimento.

L'indagine è stata quindi aperta per la somministrazione e la prescrizione ad un atleta di un prodotto vietato nell'ambito di un evento sportivo, senza averne data segnalazione e motivazione.

Nella giornata di lunedì due persone al centro delle indagini sono state messe in stato di fermo: si tratterebbe di un medico ed un kinesiterapeuta legati proprio all'entourage dei colombiani.

In un comunicato ufficiale, il general manager della Arkea Samisc Emmanuel Huber conferfma: "Siamo stati informati del fatto che due corridori del nostro team sono stati ascoltati come liberi testimoni". Questa perquisizione ha riguardato un numero limitato di corridori così come il loro entourage, non stipendiato dalla squadra.

E ancora: "Noi sosteniamo evidentemente i nostri corridori, ma se fosse confermato il loro coinvolgimento e la veridicità delle pratiche dopanti, la squadra si dissocerebbe immediatamente da quei comportamenti e prenderebbe all'istante i provvedimenti che si impongono per mettere fine a qualsiasi legame con l'utilizzo di sostanze dopanti, pratica che abbiamo sempre combattuto".