Speranza: "L’Italia è un grande Paese e lo ha dimostrato"

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Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, sul tema dell'individuazione delle priorita' nell'utilizzo del Recovery Fund, nel corso di un'audizione alla Commissione Affari sociali della Camera. "Una popolazione con più anziani, qual è quella italiana, ha visto l'esplosione delle cronicità, che coinvolgono un numero sempre più significativo di persone, e che chiede chiaramente anche un nuovo investimento in termini economici e finanziari di riforma, a partire dal rafforzamento delle politiche del territorio". "Il cuore della riforma che l'Italia vuole mettere in campo è provare a superare le disuguaglianze che rendono il diritto a cura, riabilitazione e prevenzione non uguale per tutti i cittadini". "Nell'ultima riunione dei ministri della Salute dell'Unione europea c'e' stato un confronto su questa materia e l'opinione prevalente e' che vada fatto un approfondimento, perche' si puo' con tutta probabilita' immaginare anche una riduzione dei 14 giorni di quarantena a fronte di un tasso di rischio che aumenterebbe di una percentuale abbastanza limitata". "Tre sono assi verticali e due trasversali", ha detto Speranza, che poi ha chiarito: "I tre assi verticali sono: territorio e sanità di prossimità; ospedali in rete; salute e ambiente".

"La partita del covid - ha ricordato il ministro - non è chiusa". "Con piacere sottolineo che tra le sette mission, i sette cluster individuati, ve ne è uno intitolato semplicemente Salute. Per questo i primi vaccini disponibili saranno proposti, in via eccezionale, solo alle categorie più esposte o a rischio di morte", conclude Speranza. "Noi come Ministero della Sanità abbiamo lavorato insieme alla Puglia costantemente, i risultati sono sotto gli occhi di tutti e segnalano il costante e progressivo miglioramento degli indici dei livelli essenziali di assistenza, come viene riportato in maniera tecnica dagli Uffici". "Sappiamo di poter contare sul ministro Speranza, dobbiamo adesso convincere i sistemi sanitari del nord che i viaggi della speranza non possono più esistere".

"Nei prossimi 5 anni - sottolinea Speranza - la ricerca farmaceutica potra' contare su mille miliardi di investimenti privati".