Sileri, viceministro della Salute: "Sono per una riapertura graduale degli stadi"

Sileri, viceministro della Salute:

Niente panico per la seconda ondata, quindi, che "difficilmente sarà come quella di febbraio e marzo perché significherebbe non usare la mascherina, non lavarsi le mani e stare vicini".

"La circolazione del virus salirà, è innegabile. Ma non dobbiamo preoccuparci". A questo proposito "servirebbe una strategia più ampia, non solo dell'Italia nei confronti della Francia ma una visione dell'intera Europa per dare delle linee definite: oggi è la Francia ma domani i casi saliranno in Germania e poi in Inghilterra".

"Quanto al vaccino anti-Covid- ha sostenuto Pierpaolo Sileri- credo serviranno diversi mesi, al di là degli annunci che sono stati fatti anche da diversi capi di Stato. Il rischio non sarà mai controllato". Il motivo di questa preoccupazione è semplice, in casa e con gli amici, specie se nessuno dei presenti ha manifestato i sintomi, si ritiene di essere al sicuro: "Molte persone pensano che il virus non se lo sono preso, questo è un errore che non dev'essere commesso". Se tutti gli Stati facessero questo potremmo intercettare quei casi che potrebbero innescare dei focolai.

"A maggio ero contrario, perché secondo me era troppo presto".

Ma a stretto giro è arrivata la replica dell'Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato: "Ma siamo sicuri che priorità sia riaprire gli stadi con 25 mila spettatori?" "Io penso che l'ingresso ai tifosi si può portare ad un terzo della capienza dello stadio. E' chiaro - ha concluso Sileri - che una riapertura totale in questo periodo non potrà esserci".