Riapertura stadi, la decisione del Cts

Riapertura stadi, la decisione del Cts

Questa è la linea che il Cts ha ribadito nella riunione in programma oggi 26 settembre, in seguito all'approvazione delle linee guida da parte delle regioni italiane sull'aumento della capienza degli impianti al 25%.

Qualche giorno fa era stata avanzata la proposta al Cts di aumentare ulteriormente la presenza dei tifosi agli eventi sportivi. Poi eventualmente si potrà pensare allo sport. "Resta comunque imprescindibile assicurare - per ogni evento autorizzato dalle norme attualmente in vigore - la prenotazione e la preassegnazione del posto a sedere con seduta fissa, il rigoroso rispetto delle misure di distanziamento fisico di almeno 1 metro, l'igienizzazione delle mani e l'uso delle mascherine", scrive il Cts in un comunicato. Qualora l'evento non possa garantire le citate misure di prevenzione, i numeri indicati nel DPCM dovranno necessariamente essere ridotti dagli enti organizzatori e posti sotto la valutazione e la responsabilità delle autorità sanitarie competenti. "Riaprire gli stadi in un momento in cui l'andamento epidemico è in crescita significa esporre la popolazione a un forte rischio", ha commentato all'Agi Antonio Mastino, microbiologo associato all'Istituto di farmacologia traslazionale del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ift) e docente di Microbiologia presso l'Università di Messina. Un nuovo record che non può non tirare in gioco il tema dell'apertura degli stadi. "Quando sento che gli stadi vanno riaperti perché il comparto muove un sacco di soldi penso che se poi andiamo verso una maggiore diffusione del virus la situazione potrebbe addirittura precipitare". " Capiamo le aspettative venute fuori dalla Conferenza delle Regioni e Province autonome, ma non è così semplice" dando come nuovo appuntamento: "I giorni successivi ai risultati del monitoraggio di impatto della riapertura delle scuole".