Pensioni: si fa largo l’idea di una Quota 98 dal 2022

Pensioni: si fa largo l’idea di una Quota 98 dal 2022

"Scadrà il prossimo anno, non sarà rinnovata", queste le parole di Conte, che mettono fine alle ipotesi di rinnovo di Quota 100. Un duro colpo per il leader leghista che non a caso ha fatto sapere di essere intenzionato ad opporsi.

"Nessuno può pensare che la gestione dei flussi migratori, un fenomeno così complesso e da gestire con approccio multilivello, possa essere risolto da un mese all'altro - ha detto Conte".

Lo scorso anno il ricorso a Quota 100 è stato inferiore al previsto, a, nel primo trimestre 2020 secondo l'Osservatorio Inps sui flussi di pensionamento le pensioni anticipate rispetto all'età di vecchiaia sono aumentate del 103,6%: sono state 55.085 a fronte delle 27.056 dello stesso periodo del 2019 (+103,6%).

Per quanto riguarda l'età pensionabili, il premier ha aperto ad altre forme di pensione anticipata: "Occorre differenziare, da un professore universitario che lavorerà fino a 70 anni a chi lavora in altoforno e acciaierie".

'Quota 100 è un progetto triennale di riforma che veniva a supplire a un disagio sociale. Il progetto di inserimento nel mondo del lavoro collegato al reddito di cittadinanza ci vede ancora indietro, ho già avuto due incontri con i ministri competenti: dobbiamo completare quest'altro polo e dobbiamo riorganizzare anche una sorta di network per offrire un processo di formazione e riqualificazione ai lavoratori. Certo si possono sempre migliorare in fase di attuazione. Matteo Renzi di Italia Viva esulta: "L'abolizione di Quota 100 è una svolta importante e rimedia ai danni del governo populista". I piani cominciano a definirsi, "aggregheremo i singoli progetti - spiega Conte - che forniranno una visione di Paese, in linea con le indicazioni Ue".

Poi una battuta anche su Pasquale Tridico, invitato alle dimissioni dopo l'aumento di stipendio destinato al presidente dell'Inps: "Come Pd ci riserviamo una valutazione in merito, ma devo dire che personalmente la notizia mi ha colpito in modo negativo". L'assegno finale verrebbe calcolato con l'intero contributivo, che se per lo Stato inizialmente rappresenterebbe una spesa, finirebbe poi per avere un risparmio essendo l'assegno calcolato solo sui contributi versati. "Delle volte - osserva - mi sembra di vivere in una situazione dissociata in cui a livello internazionale tutte le più autorevoli istituzioni finanziarie, le più autorevoli testate giornalistiche e i colleghi europei apprezzano il nostro operato e addirittura ci chiedono a che punto siamo con il recovery fund", mentre "in Italia abbiamo domande su quando cade il governo oppure se il governo è stabile". "Fra le ombre c'è anche qualche luce rappresentata dall'agricoltura italiana".