Notturno, il ritorno di Rosi: stessi eccelsi metodi, nuovi livelli di ambizione

Notturno, il ritorno di Rosi: stessi eccelsi metodi, nuovi livelli di ambizione

Storie diverse, rese omogenee da una narrazione che supera le dinamiche dei conflitti.

A colpire particolarmente tra le sequenze del film c'è senza dubbio quella ambientata in un ospedale psichiatrico: "Il manicomio è uno dei luoghi che ho frequentato di più per Notturno, inizialmente però non riuscivo a trovare una storia che funzionasse".

"Il film - ha spiegato il regista già premiato con il Leone d'Oro a Venezia per 'Gra' - nasce con una necessità: dopo Fuocammare andare dall'altra parte del mare, avvicinandosi ad un mondo complesso, per me sconosciuto nei luoghi, nei linguaggi, nei confini". Teste mozzate, impiccagioni, pugni, calci, e varie pratiche insensate e folli che ormai sono marchiate a fuoco nelle loro piccole menti anche se il personale scolastico prova ad aiutarli a dimenticare o perlomeno a comprendere quella brutalità, anche se è impossibile persino per gli adulti. Rimane questo senso di sospensione del futuro, e questa è una sensazione molto forte. Ho voluto fare un film che fosse più una psico-geografia e la storia fosse portata avanti dai personaggi, soprattutto non conoscendo lingua, cultura, con le difficoltà di spostamento, il dover accamparci con le milizie: "dopo tre anni io non capisco ancora le difficoltà del Medio Oriente, spero le persone diano uno spunto di comprensione".

Notturno di Gianfranco Rosi
Notturno di Gianfranco Rosi

Milano - Mercoledì 16 settembre 2020 presso l'Anteo Palazzo del Cinema di Milano alle ore 15.30 viene proiettato il Notturno di Gianfranco Rosi, in concorso al Festival del Cinema di Venezia 2020; al termine della proiezione è prevista una lezione di cinema di Gianfranco Rosi, in dialogo con Piera Detassis. Non so se così la vita vinca, ma nel quotidiano cercavano anche loro la speranza. Come se immergendo nell'oscurità i protagonisti, me stesso e, di conseguenza, gli spettatori del mio film, avessi potuto comunicare il senso della mia/nostra ignoranza. "Dal punto di vista formale, l'idea era seducente, ma, dopo i sopralluoghi, ho sentito che era giusto abbandonarla".

In "Notturno" di Rosi, come sempre, è un po lento nel racconto, indugiando sempre per qualche secondo di troppo nelle situazioni e in alcune inquadrature e ha bisogno di una didascalia iniziale per farci sapere dove è ambientato. "La pioggia è un elemento fondamentale in questo film, la sfida era attendere che arrivassero le nuvole, segno di un qualcosa che via via si trasforma sotto i tuoi occhi", dice ancora Rosi. Sono più le cose che perdo di quelle che riesco a filmare. Non so mai qual è la direzione che prenderà il mio lavoro, poi attraverso l'incontro, i personaggi, ogni cosa inizia a prendere forma. Penso ad esempio alle donne che ritornano in quelle stanze vuote dove i figli anni prima erano stati torturati e uccisi.