Mkhitaryan sui combattimenti fra Armenia e Azerbaigian: "Abbiamo il diritto alla pace"

Mkhitaryan sui combattimenti fra Armenia e Azerbaigian:

Il centrocampista armeno della Roma ha speso parole importanti su Twitter in merito al conflitto fra Armenia a Azerbaigian: "Questa mattina mi sono svegliato apprendendo dell'attacco in larga scala del esercito azero al NagornoKarabakh (uno stato indipendente popolato da armeni), che ha preso di mira la popolazione di Stepanakert e delle aree circostanti". Il ministero della Difesa armeno ha assicurato di aver abbattuto due elicotteri e tre "droni" azeri nel Nagorno-Karabakh. "Le forze armate del Karabakh - continua la nota - hanno finora sventato i piani, infliggendo pesanti perdite". L'Azerbaigian ha indicato che le sue forze "stanno rispondendo con misure per porre fine alle provocazioni nemiche e garantire la sicurezza dei civili che vivono vicino al fronte", secondo l'agenzia di stampa Sputnik. "Le forze armate dell'Armenia continuano a fare fuoco intensamente contro le nostre posizioni e contro gli insediamenti nella zona del fronte". "L'Azerbaigian ha ripetutamente affermato che l'attacco militare in corso dell'Armenia contro l'Azerbaigian, la presenza delle forze armate dell'Armenia nei territori occupati dell'Azerbaigian, sono la principale minaccia alla pace e alla stabilità regionale ".

Il ministro della difesa azero ha affermato che la controffensiva è partita dopo che nella notte Yerevan ha violato il cessate fuoco bombardando postazioni azere lungo la linea di confine, così come villaggi. Gravi danni sono stati arrecati alle infrastrutture civili. Sia i separatisti che il governo centrale di Erevan hanno dichiarato la legge marziale. "Ci rivolgiamo a tutte le parti per un immediato cessate il fuoco e l'avvio di negoziati per stabilizzare la situazione", si legge in un comunicato diffuso dal ministero degli Esteri russo.

È questa la peggiore delle crisi armeno-azere che si registrano negli ultimi anni. I nostri figli hanno il diritto di vivere in pace piuttosto che nascondersi nei rifugi. Al momento la Repubblica del Nagorno Karabakh è riconosciuta solo dall'Armenia, mentre il conflitto è mediato dall'Osce attraverso il Gruppo di Minsk (Armenia, Azerbaijan, Italia, Bielorussia, Germania, Portogallo, Paesi Bassi, Turchia, Svezia e Finlandia).

Sin dalla dissoluzione dell'Unione Sovietica nel 1991, lo scacchiere geopolitico del Caucaso è stato contraddistinto dalla contesa tra Armenia e Azerbaigian per il controllo del Nagorno Karabakh, regione autonoma fra i due paesi.

Ben quattro risoluzioni Onu, peraltro mai rispettate da Erevan, hanno chiesto nel 1993 il ritiro incondizionato dei militari armeni dal Nagorno Karabakh, nella fattispecie la 822, la 853, la 874 e la 884.