Migranti, l'incontro tra Papa Francesco e il sindaco di Lampedusa

Migranti, l'incontro tra Papa Francesco e il sindaco di Lampedusa

Il sindaco di Lampedusa, Salvatore Martello, è stato ricevuto in udienza da Papa Francesco al quale ha donato una croce fatta con i resti delle imbarcazioni dei migranti. "Tra coloro che nell'area del Mediterraneo più faticano, vi sono quanti fuggono dalla guerra o lasciano la loro terra in cerca di una vita degna dell'uomo", ha ripetuto Francesco: "Siamo consapevoli che in diversi contesti sociali è diffuso un senso di indifferenza e perfino di rifiuto".

"L'accoglienza e una dignitosa integrazione sono tappe di un processo non facile", ha ammesso il Papa: "Tuttavia, è impensabile poterlo affrontare innalzando muri". "Di fronte a queste sfide - ha concluso Francesco - appare evidente come sono indispensabili la solidarietà concreta e la responsabilità condivisa, a livello sia nazionale che internazionale".

Papa Francesco ha a cuore quanto la pandemia provoca in termini di sofferenze sanitarie ed economiche alle popolazioni, per questo sul vaccino chiede che sia reso disponibile a tutti. "In una società sempre più sconvolta da grandi sfide che interpellano l'uomo contemporaneo - ha detto -, voi studenti e insegnanti, che in questi giorni siete tornati a scuola, siate i veri artefici del futuro".

Nel corso dell'udienza al Vaticano è stata anche illustrata a Papa Francesco la campagna, nata nell'ambito del progetto Snapshots, per far sì che il 3 Ottobre (data che nel 2013 ha visto il più grave naufragio di migranti nel mare di Lampedusa) possa divenire "Giornata europea della Memoria e dell'Accoglienza". "È anche fondamentale - ha aggiunto il Santo Padre - cambiare il modo di vedere e raccontare la migrazione: si tratta di mettere al centro le persone, i volti, le storie". E conclude: "Le frontiere, da sempre considerate come barriere di divisione, possono invece diventare "finestre", spazi di mutua conoscenza, di arricchimento reciproco, di comunione nella diversità; luoghi in cui si sperimentano modelli per superare le difficoltà che i nuovi arrivi comportano per le comunità autoctone".