La tesi di Andrea Pirlo: "Il calcio che vorrei" (DOWNLOAD)

La tesi di Andrea Pirlo:

Un sistema basato sul collettivo ma in grado di esaltare la qualità dei singoli, in cui il pallone è al centro di tutto: da tenere il più possibile in attacco, da recuperare "con ferocia" in fase di non possesso, per dominare tecnicamente e mentalmente gli avversari. "Attraverso le esercitazioni vogliamo aiutare i giocatori a riconoscere le situazioni ed adattarsi al contesto sempre più liquido delle partite". "L'idea fondante del mio calcio è basata sulla volontà di un calcio propositivo, di possesso e di attacco". Tutta Italia, per lo meno tutta l'Italia che frequentiamo noi, sta discutendo della tesi da lui presentata, con relatore Renzo Ulivieri (fino all'altro ieri nemico degli allenatori senza gavetta, quindi fresco di folgorazione), intitolata 'Il calcio che vorrei' e che invitiamo a leggere in forma integrale, tanto è breve. "Non è più una posizione fissa che identifica le caratteristiche di un giocatore, ma sempre di più sono le diverse funzioni e quindi i compiti che un calciatore svolge in gara ad identificarlo". "Da una disposizione statica dei giocatori si sta arrivando ad un'occupazione dinamica delle posizioni funzionali ai principi del modello di gioco". Maggior entusiasmo nell'ambiente, maggior coinvolgimento da parte di giocatori e staff. Dinamiche, queste, necessarie per riuscire a creare quell' empatia che è alla base delle squadre di successo. Ancora, torna a ribadire, quindi, il ruolo del passaggio chiave: "trasmissione palla che supera una linea di pressione avversaria", pari a quello dei centrocampisti centrali. Pirlo cita le squadre "che mi hanno ispirato nella formazione della mia idea di calcio. Dopo un periodo storico dominato da centrocampisti fisici (anni 90'), si è riscoperto l'efficacia di giocatori tecnici e con grande visione di gioco in mezzo al campo". Doti alle quali devono essere aggiunte "una buona dose di mobilità per poter eseguire più funzioni (costruzione e rifinitura per esempio) ed una predisposizione soprattutto mentale alla fase difensiva con riaggressione immediata in caso di perdita del pallone".

Riconosciuto il talento e le caratteristiche imprescindibili degli attaccanti di talento - difficile non pensare a Cristiano Ronaldo -, Pirlo sottolinea come "talento e caratteristiche vanno esaltate all'interno di un collettivo capace di far emergere le migliori individualità".