Ghali contro i colleghi rapper: "Perché non parlate di Willy?"

Ghali contro i colleghi rapper:

La vicenda di Colleferro sta facendo discutere tutto il Paese e anche tantissimi artisti hanno voluto esprimere la propria solidarietà e vicinanza alla famiglia di Willy Monteiro Duarte, 21enne ucciso a botte da un gruppo di ragazzi.

Il rapper milanese ha chiesto quali fossero le differenze tra il caso di George Floyd e quello di Willy: "Per Black Lives Matter si son tutti fiondati a pubblicare una foto nera, perché fa moda e perché tutto il mondo lo ha fatto, per Willy no. O non ve ne frega niente o siete molto simili a quei quattro ragazzi".

Nel suo post su Instragram in cui commenta la tragedia di Colleferro, Gahli ricorda Willy ma soprattutto affronta il tema del razzismo, dell'ignoranza e dell'intolleranza. Willy è stato ucciso dall'ignoranza, dall'odio, dal razzismo e dagli ideali di 4 ragazzi del quale i familiari hanno risposto dicendo: "era solo un immigrato". Conclude il messaggio dicendo "siamo stanchi, il pentimento tardivo non serve a nulla in casi come questo. Giustizia per Willy", ha concluso il rapper.

Poi termina così: "Che questo sia l'ennesima sveglia per quanto sia inimmaginabile il dolore dei suoi cari".

"I veri criminali sono altri, i veri atleti sono altri". Su Willy invece no, molti si sono trincerati dietro un rumoroso silenzio. 21 anni, era intervenuto per calmare una rissa ed è stato pestato a sangue fino a non respirare più. "Gli occhi della nuova generazione, di chi è stanco di fare a pugni, di chi cerca altro, di chi a differenza mia e dei miei coetanei non ha bisogno di ribadire dei concetti basilari come quelli sulla violenza". Che questo sia l'ennesima sveglia per quanto sia inimmaginabile il dolore dei suoi cari.

Ma non solo Ghali, anche altri cantanti hanno espresso il loro pensiero. Quando si viene interpellati diventa 'eh ma è un mood, è un viaggio, è arte, io in realtà intendo il contrario cioè racconto quello che vedo e voglio fare capire alla gente che è una strada sbagliata'. "È un problema ricorrente nel nostro paese", ha scritto in un lungo post, prima di raccontare come anche lui in passato sia stato vittima di episodi simili, "l'ho scampata per un pelo molte volte, quei momenti in cui aspetti che si stanchino di tirare caldi e pugni, in cui chiedi pietà e il perché". Non siamo capaci di aiutarci, di esserci l'uno per l'altro, dove cavolo andremo a finire?