Francia, ragazza respinta all'ingresso del Museo d'Orsay per la scollatura

Ad una ragazza è stato vietato l'ingresso del Museo d'Orsay a Parigi perché considerata "troppo scollata".

È la protagonista, Jeanne, a raccontare con una lettera aperta su twitter la situazione, assurda a suo dire, che si è determinata. Ho voglia di andare al museo d'Orsay, e non sospetto che il mio décolleté sarà un oggetto di discordia. Arrivata all'ingresso non ho il tempo di mostrare il biglietto che la vista dei miei seni turba la funzionaria incaricata del controllo delle prenotazioni, che parte salmodiando: 'Ah no, non è possibile, non si può lasciare passare una cosa simile', mentre la collega cerca di convincerla a lasciare perdere.

Lei, la ragazza, avrebbe provato a chiedere cosa stava accadendo, "ma nessuno mi risponde, fissano i miei seni, mi sento a disagio, l'amica che mi accompagna è sconvolta", ha scritto nella lettera. Un altro agente, di sicurezza stavolta - i seni, quest'arma di distruzione di massa - si avvicina e mi intima ad alta voce: 'Signora le chiedo di calmarsi'.

Sebbene nessuno abbia avuto il coraggio di parlare esplicitamente della scollatura, qualcuno le ha fatto notare che "le regole sono le regole".

"Le regole sono le regole", ripetono i funzionari.

I funzionari, spiega la donna, fanno riferimento all'articolo 7 del regolamento: "Gli utenti devono conservare una tenuta decente e un comportamento conforme all'ordine pubblico e devono rispettare la tranquillità degli altri utenti". Giudicare della decenza di un abito può essere operazione delicata, affidata alla sensibilità di chi è chiamato a farlo.

Corredata al post una fotografia scattata quattro ore prima al ristorante dell'Hotel Meurice che mostrava la "scollatura" della discordia.

Jeanne protesta soprattutto contro il sessismo. "Io non sono solo i miei seni, non sono solo un corpo". Mi domando se gli agenti che volevano proibirmi di entrare sanno a che punto hanno obbedito a dinamiche sessiste. "I vostri dubbi non dovrebbero essere un ostacolo al mio diritto di accesso alla cultura e alla conoscenza", ha aggiunto, che non ha mancato di sottolineare una contraddizione: all'interno ha potuto ammirare quadri e sculture con donne e uomini nudi, in canotta, con il reggiseno.

"O si copre, o lei non entra".

Nella serata di mercoledì il museo, travolto dalle polemiche, ha risposto alle accuse scusandosi con la turista: "Siamo profondamente dispiaciuti per questo incidente e presentiamo tutte le nostre scuse alla persona coinvolta", si legge in una nota in cui si scaricano le colpe ad un "eccesso di zelo" dei funzionari coinvolti nella vicenda.