Covid. Ricciardi (Oms): "Incubo lockdown totale. A rischio Campania e Lazio"

Covid. Ricciardi (Oms):

"La Francia avrà bisogno del lockdown totale, noi no se ci comportiamo bene, ma Lazio e Campania sono a rischio", ha infatti riferito l'esperto. Sulla riapertura delle scuole, "servono due settimane per esserne certi, ma la prima impressione è positiva. E' stato importante riportare dieci milioni di persone alla normalità, che però va assicurata nel tempo". Parere positivo anche sulla decisione di non aumentare l'afflusso di tifosi negli stadi: "Non può essere che così in un momento di circolazione intensa del virus". La differenza - dice Ricciardi - tra Italia e Francia è che nel Paese transalpino "non c'è la quarantena obbligatoria e in Inghilterra solo da poco le mascherine vanno indossate dal personale dei ristoranti". Quanto all'Italia, "il lockdown generale spero sia difficile, ma tutto dipende dai comportamenti degli italiani. Anche la maggiore igiene delle mani sta azzerando i casi di malattie come morbillo e rosolia". "In particolare al 25 settembre, i tassi di ospedalizzazione per 100.000 abitanti superiori alla media nazionale (4,9) sono in Liguria (10,4), Lazio (10,2), Sardegna (8), Campania (7), Puglia (5,4) e Sicilia (5)". "L'unica possibilità è limitare i movimenti delle persone da e per gli stati compromessi".

"Spero non intenso - prosegue Ricciardi -, ma ci sarà più pressione sugli ospedali anche per l'arrivo di raffreddori e influenze".

Il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta, in una intervista al quotidiano La Verità conferma questa preoccupazione per una recrudescenza dei casi che riguarda anche la Campania: "Il trend in costante aumento impone di mantenere la guardia molto alta, soprattutto in alcune Regioni".

Secondo Walter Ricciardi, proprio per questo motivo, sottoporsi al vaccino è fondamentale. "Va anche ripresa la app Immuni, che consente un tracciamento digitalizzato più tempestivo di quello manuale", ha riferito il professore. "È troppo presto, ma potrebbe essere a dicembre o a gennaio-febbraio, quando arriverà l'influenza e porterà un po' di confusione nel riconoscere il coronavirus intasando gli ospedali".